My name is Bond ……. Jane Bond n. 12 – 11 marzo 2015

Panico, in ritardo per la prima colazione, ci vuole tempo a disinfettare e mettere cerotti su cinque morse di non so cosa. Poi non trovavano le quasi cento banane che avevo ordinato per aggiungere al pane che quotidianamente diamo ai bambini del centro. Per fortuna, mentre andavo a pulire i denti (non avete mai visti 007 pulirsi i denti, non fa sexy, ma 006e mezzo lo fa), hanno trovato la scatola e siamo partite su la solita strada polverosa, sembra peggiorare di giorno in giorno.

Arrivata al centro corrano sempre per portarmi la borsa e zaino e qualsiasi altro peso che porto attraverso l’oramai secca e arida campo di riso. A pensare che l’anno scorso quando ero al centro stavano piantando il riso, decisamente una panorama più bella.

È stupendo entrare nel cortile e rispondere a tutti i saluti di “good morning Jane”. Alcuni, in particolari i più piccoli hanno ancora vergogna, ma non fanno inglese con me, essendo così piccoli per adesso fanno solo Khmer. Altri sono molto rispettosi ed altri, in particolari i maschi, fanno a gara per farsi notare. Ma sono tutti bellissimi, non c’e ne uno con un brutto carattere, certo io non capisco quello che stanno dicendo, ma se c’è una discussione piuttosto accesa chiedo a Chanta di cosa stanno parlando e risulta che si stanno prendendo in giro.

Theara era un vero tiranno oggi. Urlava a To e Chanta. Ho scoperto che le ha invitati alla mia “festa di compleanno” a casa sua sabato. Con Chanta c’è l’aveva perché vuole cominciare alle 14 e lui diceva che bastava le 14.30, l’ha vinta lei naturalmente. Con To perché sabato e domenica va all’università a Kampot ha detto che non poteva esserci, non ho capito ci ha vinto. Ma proprio a me mi è capitata una tipo del genere. Che forse mi assomiglia?

Finito le lezioni, quando vedono arrivare il tuk-tuk lei è Bunthy corrano per prendere la mia borsa e zainetto. Stasera avevamo la strada sbarrata da una bella mucca con le corne. Mentre Bunthy mi urlava “wait mommy” Theara era già andata a tirare su la corda che permette che vanno solo fino ad una certa distanza e figuriamoci se non l’ha spostata.

Depositate le borse nel tuk-tuk mi abbracciano così forte rischio di cadere. L’autista del tuk-tuk ride, ma io comincio a pensare a come farò a lasciargli.

Su non è il comportamento di un agente segreto, ma ragazzi mi mancano solo 9 giorni, solo 9!

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