JH Agent 006 and a half 3 febbraio 2017

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bandiera-itaStanotte ha diluviato, e questa volta l’ho sentito, anche perché stavo ancora scrivendo la versione inglese del diario di ieri all’una di notte. Ha iniziato verso le 20,30 mentre ero al ristorante, ma non era forte e sono riuscita ad arrivare in camera schivando le gocce. Poi, verso mezzanotte ho sentito una vento tremendo e dieci minuti dopo giù l’acqua. Stava ancora piovendo quando ho spento la luce dopo l’una.
Là clima è molto strano quest’anno. Infatti questo dovrebbe essere la stagione secca con temperature fra 22/33 gradi. I monsoni finiscono verso la fine d’ottobre, metà novembre. Altri anni in questo periodo i campi sono gialli ma adesso c’è ancora tanto verde. L’anno scorso, i mango che ho appena oltre il mio balcone erano maturi e li hanno raccolte mentre ero presente. Quest’anno invece, non li ho visti e stanno spuntando adesso con più di un mese di ritardo. Là clima in tutto il mondo è impazzito.
Ma come risultato dell’acquazzone, stamattina il cielo è azzura e la temperatura ideale. Il traffico per andare al centro alle 8,15 era come, come si vorrebbe che fosse per fare Meda Milano. Non una macchina in vista.
Stamattina, causa una telefonata al grande capo Sokkea per organizzare una gita al mare prima della mia partenza, sono arrivata quasi in ritardo per la lezione. Ripasso oggetti di scuola e passiamo all’orario. Alcuni hanno l’orologio, dono dei loro sponsor, ma sono quasi tutti digitale, insegnare con le lanciate le ha sfasati un po. Ma ho un orologio di cartone, su la pancia di un orsacchiotto e le ore le sanno, il mezza ora hanno messo poco, il quarto passato un po di più. Ma ho anche una altra facciata d’orologio su cartone, sola la faccia senza lancette, ma si può scrivere con una pennarello cancellabile e tutti “io Jane io” finché erano le ore. Passo alla mezz’ora è le mani alzati sono meno, anzi aspettano che dico cosa devanno scrivere prima di alzare la mano. Ma come sempre c’è la fanno.
Al saluto abbiamo detto ai bambini del centro che non hanno il sostegno a distanza di rimanere e abbiamo distribuito, magliette, pantaloni e asciugamani. Alcuni l’avevo portato io, a dire la verità una valigia piena, altri erano già qui dato da altri donatori. Siamo noi a scegliere cosa dare altrimenti sarebbe una zuffa unica. Aspettano in fila, con facce ansiose, guardando cosa portano via i primi, sperando di trovare qualcosa di bello. Ma c’è la facciamo sempre ad accontentare tutti.
Oggi, e non è la prima volta, stufa del solito biscotto, ho mandato una delle bambine a prendermi gelato con riso. Il riso fa la base ed è appiccicosa è proprio buono, il gelato non si sa che gusto e, ci sono tre colori, ma hanno tutte lo stesso sapore. So che non si dovrebbe fare ma non ho resistito. Non si può vivere solo di biscotti ed amore per i bambini. Questo gelataio porta il suo tuk-tuk in fondo al sentiero che porta al centro. Ormai sa che ci sono tanti bambini a quest’ora e deve fare affari d’oro. Ma d’oro no lo so una gelato come la mia costa 1000 riel,  pari a circa € 0,30.
Nel pomeriggio si va avanti con gli opposti, ci ne sono tanti.
I più piccoli con il corpo hanno capito abbastanza bene e passiamo ai mezzi di trasporto. Per rendere la lezione più leggere e anche vedere se conoscono i colori, scrivo su la lavagna “colorare il treno in verde” per sette mezzi di trasporto, solo perché ho trovato sette matite colorati per sette colori. Sette essendo il numero dei studenti. Almeno ho iniziato con sette e mi sono trovata con 9, due facce di ragazze decisamente più grande. Tornate dalla scuola secondaria in anticipo sono passati al centro e si sono intrufolate in entrambi lezioni. L’amore per il sapere non ha limite.
Fine lezioni seconda distribuzione di vestite. È difficile mandare via gli altri bambini, ma loro hanno già i sponsor e questi capi li destiniamo a chi non le ha. Alcune facce contenti altri meno. Quando esco su la strada per prendere il tuk-tuk sono tutti lì in piccoli gruppi a vedere cos’hanno preso, magari fanno anche scambi, non lo so. Certo che chi era contento sarà scappato a casa con il suo bottino.
E si chiude un altra giornata. Davanti ho due giorni liberi, ma so già che mi mancheranno i bambini.
Capo, l’anno prossima (oppure quest’anno) posso tornare come Mary Poppins invece che 006 e mezzo?

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bandiera-inglese_pulsanteLast night it poured down, this time I did hear it, also because I was still up writing the English version of this journal at 1 am. It started around 8,30 pm while I was in the restaurant, but it wasn’t very heavy and I managed to get back to my room dodging the rain drops. Then, around midnight I heard a tremendous wind and ten minutes later down came the rain. It was still raining when I switched the light off just after 1am.
The climate is very strange this year. In fact this should be the dry season with temperatures between 22/32 degrees. The monsoons usually finish at the end of October half way through November. Other years when I have been here in this period the fields are yellow and dry but now there is still a lot of green. Last year the mangos which are just out of reach of my balcony were ripe and picked while I was here, now they have just started to grow.a month later than before. The world climate has gone mad.
But as a result of the downpour, this morning the sky is clear blue and the temperature ideal. Traffic on the way to the center is what one would always hope for on the way to work: not a car in sight.
This morning, because of a phone call to big boss Sokkea about organising a trip to the beach for the children, I was almost late for my first lesson. Once more going through class room objects we pass on to the hour. A few have watches, presents from their sponsors, but most of them are digital, so teaching time with clock hands confused them a bit. But I have a rigid cardboard clock in the form of a teddy bear with the clock on its tummy. They already know the hours, half past was a bit more difficult and quarter past even more so.
But I have another cardboard clock face, this time without hands but you can draw on it with an erasable felt tipped pen so they were all calling out” me Jane me” while I was asking simple hours. When I got to half past there were less raised hands, in fact they waited until I said what time I wanted them to draw before launching themselves. But as always they manage it.
At the goodbye ceremony we asked the center children to stay behind, these are the ones who don’t have help from a sponsor and to them we distributed t-shirts, trousers and towels. I had brought some of them, donations from friends, in fact a whole suitcase full of them, the others come from occasional sponsors. We distribute the goods otherwise there would be a tremendous free for all. They wait in line, with anxious faces, looking at what the firsts ones take away Hoping to find something nice. But we always manage to send then all away happy..
Today, and not for the first time, tired of my usual biscuit, I sent one of the girls to buy me an Ice cream with rice. The rice makes the base and is slightly sweet and sticky and is really good, difficult to tell the flavours of the ice cream, there are three colours but they all taste the same. I know one shouldn’t eat these things but I couldn’t resist. One can’t live just on a biscuit and love for the children. This ice cream man parks his tuk-tuk at the end of the path that leads to the center. By now he knows that at this time there are lots of children and he must be making a fortune. Well a fortune maybe not as an ice cream like mine cost 1000 riel, about €0,30!
in the afternoon we carried on with opposites, there are lots of them.
The smaller ones have understood the body quite well so we passed on to transport.so as not to make the lesson to heavy going and to see if they knew the colours, I wrote on the board ” colour the train green” for seven types of transport, only because I could only find seven pencils of seven colours and I had seven students. Well I started off with seven students then found myself with nine. Two of the familier faces of girls passed to secondary school who had finished early and passed by to play and had infiltrated into both of my classes. Love for education knows no limits.
End of lessons second distribution of clothes. It’s difficult to send away the other children, but they have sponsors and this clothing is destined to the less fortunate. Some happy faces, others less so. When I leave and go out into the road to get my tuk-tuk there are lots of small groups of children comparing what they have got and maybe doing exchanges, I don’t know. Certainly those who are content with what they have got will have gone home fast with their treasure.
So closes another day. Ahead of me two free days, but I know I will miss the children.
Boss, next year (or even this year) please can I come as Mary Poppins instead of 006 and a half?

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