“Cambodia or bust” 8 novembre 2016

Nuova giornata, nuovo spirito. Rispetto a ieri sto veramente meglio, dopo otto buone ore di sonno ristoratore. Oggi mi sembra tutto più facile. / New day, new spirit. With respect to yesterday I’m in feeling much better, after a good eight hours restoring sleep. Today everything seems easier.

La mattinata parte con un po’ di lavoro a terminare di sistemare le foto dei bambini del programma SAD (anche perchè vorrei finalmente mandare le foto ai vari sostenitori che so ci tengono particolarmente). Poi verso le 9.45 una bella sorpresa. Avevo appena parlato di lui con Sokkea, ed ecco che appare Chantrea, il nostro primo ragazzo ad entrare nel programma SAD. E’ uno di poche parole Chantrea. Facciamo qualche foto insieme e poi lui ritira il materiale che non ha potuto ricevere nella giornata in cui abbiamo fatto la distribuzione. Non ha potuto venire perchè era occupato a dare una mano al padre nei campi. Gli consegno un regalo da parte del suo sponsor sostenitore. Gli chiediamo cosa possiamo comprargli con la donazione che il suo sponsor ci ha fatto. Non lo sa. Lascia a noi la scelta. Prima della mia partenza lascerò tutte le consegne a Sokkea per la consegna dei regali da parte dei sostenitori. / Morning starts with a bit of work to finish off sorting the photos of the children in the SAD system (also because I would finally like to send photos to the various benefactors that I know are particularly anxious to receive them). Then around 9.45 a.m. e wonderful surprise. I had just finished talking to Sokkea about Chantrea, the first boy to enter into the SAD program, when he arrives. Chantrea is a boy of few words. We take a few photos together, he collects the school material he hadn’t been able to receive on the day of distribution. He hadn’t been able to be present as he had been giving a hand to his father in the fields. I give him a present from his sponsor. We ask him what would he like us to buy with the money his sponsor has donated. He doesn’t know. He leaves the choice to us. Before I leave here I will pass the job of giving these gifts to the children from the benefactors to Sokkea.

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Dato che lo staff è tutto indaffarato a preparare la gita di domani al Tamao Zoo nella provincia di Takeo, mi impossesso della classe d’inglese di Mr. To. Sicuramente insegnare a questi bambini è l’attività più divertente che si possa fare. Ripassiamo un po’ i nomi dei frutti, degli animali, dei vari oggetti. E io come scambio culturale mi faccio re-insegnare i numeri in caratteri khmer (completamente diversi dai nostri). Ricordo quando nostro figlio Nhak era piccolino era un gioco che facevamo spesso. Io dovevo indovinare i numeri in khmer. Lui allora li ricordava perfettamente. Chissà se adesso se li ricorda ancora. Esco dalla mattinata ristorato e soddisfatto. Come al solito dopo il canto dell’inno nazionale, dopo la fine della lezione, il proverbiale Goood Byyyye Teeeacheeer. Seeeee Yoooouuuuu Tooomooorrooow e il loro grande abbraccio. / Being as the staff are busy preparing for tomorrows trip to Tameo Zoo in the province of Takeo, I impose myself on Mr. To’s English class. Teaching these children is certainly the most fun activity that one can possibly do. We go over the names of fruits, animals and various objects. Then in a cultural exchange I get then to re-teach me numbers in Khmer writing (completely different to ours). I remember when our son Nhak was small it was a game we often played. I had to guess the Khmer numbers. Then he remembered them perfectly. Who knows if he still remembers them. I finish the morning feeling refreshed and satisfied. As usual after singing the national anthem, after the final lesson, the proverbial Goood Byyyye Teeeacheeer. Seeeee Yoooouuuuu Tooomooorrooow and their big hugs.

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A pranzo ottimo riso con verdure, gustosissime, e carne di maiale, preparato da Yoeurn, che ormai aspira a diventare lo chef ufficiale del Centro. / Lunch of excellent rice and vegetables, very tasty, and pork, prepared by Yoeurn, who by now aspires to be the official chef of the center.

Nel pomeriggio, dopo il nostro usuale caffè cambogiano, visita alle case di alcuni dei nostri bambini. Mentre ci avviciniamo alle prime case incontriamo gente del villaggio rientrata dalla pesca che sistema le reti, un lavoro di infinita pazienza. Abbiamo in programma di andare a vedere le case di Tony, Many, Sina, Srey Leap, Navy, Hak e Haiv, Van. Ma i bambini sono a scuola e molti dei genitori sono nei campi. Quindi di alcuni riusciamo solo a vedere le case da fuori. Riusciamo però a fare tappa a casa di Many, dove troviamo la nonna, la mamma, giovanissina, e il fratellino Mahou. Ci fermiano a fare quattro chiacchiere. La casa è una bella casa in muratura, anche abbastanza grande, almeno vista da fuori. Infatti il papà di Many fa il muratore. Riprendiamo il cammino. “Chumriaplia” . Arrivederci. / In the afternoon, after our usual Cambodian coffee, home visits to some of our children. As we near the first houses we meet some village people returning from fishing who are sorting out the nets, a job that requires immense patience. Our program is to visit the homes of Tony, Many, Sina, Srey Leap, Navy, Hak and Haiv and Van. But the children are at school and most of the parents are in the fields. So in some cases we have to be satisfied with seeing the houses from the outside. We do manage to stop at Many’s house, where we find the grandmother, the mother who is very young, and a little brother Mahou. We stop to chat for a while. It’s a nice brick house, also quite big, at least seen from outside. In fact Many’s father is a brick layer. We continue on our walk. “Chumriaplia” See you.

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Sulla via delle prossime case, scorgiamo sulla roccia appoggiata alla collina dove sta la pagoda, un numeroso gruppo di scimmie che salta da un sasso all’altro. La foto è doverosa. Lungo la strada abbiamo anche modo di aiutare tre baldi giovanotti che stanno raccogliendo fiori, e nel tentativo di partire in tre sulla bicicletta, con i fiori in mano, finiscono a gambe all’aria e quasi dentro la risaia. Presto fatto. Eccoli di nuovo in piedi. uno cammina e gli altri due ripartono ondeggiando con la bicicletta. / On the way to the next houses, on a rock reclining on the hillside where the pagoda is to be found, we see a large group of monkeys jumping from one rock to another. Taking photos is a must. Along the road we also have the possibility of helping three youngsters who have been picking flowers, and while trying to set off three on a bike, flowers in hand, have finished head over heels and almost in a rice paddy. Easy done. They are soon on their feet again one walking while two wobble away on the bike.

Arriviamo a casa di Van. Ci sono la mamma e il papà, entrambi agricoltori. Dei loro 9 figli ormai a casa ne sono rimasti 4. Gli altri sono sposati oppure a Phnom Penh. C’è anche una figlia che frequenta la Royal Phnom Penh University. Traguardo non banale per una figlia delle campagne. Ci fanno assaggiare un dolce tipico, a base di riso, zucchero e cocco, che si prepara in questa stagione di water festival. Me ne vorrebbero dare un po’ da portare con me in Italia, ma gentilmente declino. “Okun chraan” – Grazie mille. / We arrive at Van’s house. There are his mother and father. Both parents are farmers. Of their 9 children there are now only 4 left at home. The others have married or moved to Phnom Penh. There is also a daughter who goes to the Royal Phnom Penh University. Not an indifferent target for a daughter from the countryside. They give us a typical sweet to taste, based on rice, sugar and coconut, it’s prepared in this season of the Water Festival. They want to give me some to take back to Italy, but I politely refuse “Okun chraan” – a thousand thanks.

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Riprendiamo il cammino e dopo aver infruttuosamente cercato di Hak e Haiv e di Srey Leap ritorniamo nella direzione del villaggio. Passando davanti alla casa dove sta Theara con i nonni ci fermiamo a fare quattro chiacchiere con la nonna, accucciata nel prato accanto alla strada a fare la guardia alla sua mucca. Il nonno sta sotto la casa e Sokkea sente che ordina in modo quasi perentorio al genero di salire su una delle palme a prenderci dei cocchi da bere. “Prendi quelli più dolci” gli ordina. E così per la quarta volta quest’anno ci gustiamo una bella bevuta di acqua di cocco. Parliamo un po’ di Theara, del suo carattere forte, di come va a scuola e di quello che fa (o non fa, secondo la nonna) a casa. Ormai sono le 16 ed è ora di avviarsi. “Chumriaplia” “Okun”. Il nonno mi ringrazia per quello che faccio per i bambini di qui. E’ sempre un’emozione quando te lo dicono. / We take up our walk again after having unsuccessfully searched for Hak and Haiv and Srey Leap, returning in the director of the village. Passing in front of the house where Theara lives with her grandparents we stop to exchange a few words with her grandmother, who is crouched down in the grass at the side of the road keeping guard over her cow. Grandfather is under the open part of the house and Sokkea hears him order in a very authorative way to his son-in-law to climb the palm tree and bring us some coconuts to drink. “Bring the sweetest ones” he orders. So for the fourth time this year we enjoy a drink of fresh coconut juice. We talk for a while about Theara, her strong character, how she is doing at school, what she does (or doesn’t do according to her grandmother) in the house. By now it’s 4 p.m. and time to set back. “Chumriaplia” “Okun”. The grandfather thanks me for what I do for the children here. It’s always emotional when they say this.

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Lungo la strada per il Centro ci fermiamo alla casa-negozio di Tony e Phanny. Anche loro a scuola. c’è solo il papà che ci accoglie con un gran sorriso. Dopo dieci minuti arriva la mamma, con la bicicletta piena di borse, il suo negozio ambulante con il quale porta le merende alla scuola. Un saluto con le mani giunte. Un saluto anche alla piccola Dalin che frequenta la scuola primaria. / On the way back to the Center we stop at the house cum shop of Tony and Phanny. They are also at school, there is only the father who greets us with a big smile. Ten minutes later the mother arrives, with a bicycle full of shopping bags, it’s her mobile shop with which she sells snacks at the school. Greetings with palms joined. Goodbye to little Dalin too who goes to the primary school.

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Arriviamo al Centro giusto in tempo per l’inno nazionale e i saluti. Per qualcuno è “See you tomorrow”, perchè sarà con noi al Tamao Zoo. Per altri è “see you on thursday” – ci vediamo giovedì. Un abbraccione, Un tocco alle manine. Un bacio sulla fronte della piccola Sophea che mi abbraccia forte. / We arrive at the Center just in time to assist at the national anthem and goodbyes. But for some it’s “see you tomorrow” because they will be coming to Tameo Zoo with us. For the others “see you on Thursday”. Hugs. Touching hands. A kiss on little Sophea’s forehead who gives me a big hug.

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Per la sera si annuncia un bel tramonto. Lo si vede dalla luce che si scorge dal tuk tuk. Faccio un po’ di foto sulla via del ritorno e poi una volta arrivato allo Spring Valley mi sbizzarrisco in qualche esperimento con poca luce. I risultati li vedete qui sotto. / This evening it looks like there is going to be a beautiful sunset. I can see it from the tuk tuk. On the way back I take a few photos and once back in Spring Valley I play about experimenting with very little light. You can see the results below.

Chumriaplia

Cambodia or bust

Franco

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