Cambodia or bust 19 Agosto 2022 /Cambodia or bust 19 August 2022

Eccoci a Siem Reap per una giornata dedicata alla visita dei templi. La mattina a Kbaal Spean, il fiume dei linga, il pomeriggio al Ta Prom, poi Bayon e Angkor Wat. / Here we are in Siem Reap for a day dedicated to visiting temples. Morning at Kbaal Spean, the river of the linga, afternoon at Ta Prom, then Bayon and Angkor Wat.

Partiamo abbastanza presto, alle 8, con il nostro fido autista che, preoccupato dalla strada per Kbaal Spean, ha deciso di darci un passaggio gratuito alla località distante circa 60 km da Siem Reap (in origine avremmo dovuto andarci con un tuk tuk). / We leave fairly early, at 8 a.m., with our trusty driver who, concerned about the road to Kbaal Spean, decided to give us a free ride to the resort about 60 km from Siem Reap (we were originally supposed to go by tuk tuk).

Alla partenza mi presentano la nostra guida, Ta Heng, zio Heng, un simpaticissimo ragazzotto di 56 anni, che ci farà da guida sia oggi che domani al tempio di Beng Maalea e al floating village. / On departure, I am introduced to our guide, Ta Heng, Uncle Heng, a very nice 56-year-old guy, who will be our guide both today and tomorrow at Beng Maalea temple and the floating village.

Heng è una persona simpaticissima e ricca di umanità. Lo scoprirò in questa straordinaria giornata, già a partire dai primi minuti insieme, quando mi racconta, con mia grande emozione, dei tempi dei khmer rossi. Tempi che lui ha vissuto da ragazzino, essendo nato nel 1966. I Khmer rossi conquistarono il potere in Cambogia nell’aprile del 1975 e ci rimasero fino all’arrivo dell’invasione vietnamita nel gennaio del 1979. A questo seguì un lungo periodo di guerra civile, fino alla morte di Pol Pot nel 1998. Periodo in cui il Paese fu spaccato in due con i Khmer Rossi che dominavano la parte nord del Paese e i governativi che controllavano la parte sud. / Heng is a very nice person and full of humanity. I will find that out on this extraordinary day, right from our first few minutes together, when he tells me, to my excitement, about the times of the Khmer Rouge. Times that he experienced as a young boy, having been born in 1966. The Khmer Rouge seized power in Cambodia in April 1975 and remained there until the arrival of the Vietnamese invasion in January 1979. This was followed by a long period of civil war until Pol Pot’s death in 1998. A period in which the country was split in two with the Khmer Rouge dominating the northern part of the country and the government rulers controlling the southern part.

I ricordi di Heng sono molto vivi. Mi emoziona sempre tantissimo sentire questi racconti da chi quei tempi bui li ha vissuti sulla propria pelle. Mi racconta di come in quel periodo anche i bambini fossero costretti a lavorare, a raccogliere gli escrementi delle mucche, o degli esseri umani, piuttosto che a raccogliere i chicchi di riso che cadevano quando i contadini lo raccoglievano nelle risaie. Il regime khmer era talmente “tirato” che non si poteva permettere di perdere nemmeno un chicco di riso. E recuperava anche gli escrementi per utilizzarli come fertilizzante e come combustibile una volta essiccati. Mi racconta di come i Khmer Rossi non giustificassero nessuna debolezza, non c’era la possibilità di sottrarsi al lavoro perché chi veniva gudicato debole veniva presto eliminato. Con voce rotta dall’emozione e quasi le lacrime agli occhi mi racconta di quando suo nonno, non avendo altro da dare da mangiare ai suoi nipoti dovette fare la scelta di uccidere il cane di casa per avere del cibo. Di come la gente si ingegnasse a utilizzare ogni cosa che fosse anche minimamente commestibile, per poter sopravvivere, del porridge di riso fatto prevalentemente di acqua con qualche chicco di riso che vi galleggiava dentro, perché le razioni erano scarse. / Heng’s memories are very vivid. It always moves me so much to hear these stories from the people who experienced those dark times firsthand. He tells me how in those days even children were forced to work, to pick up the excrement of cows, or human beings, rather than picking up the falling grains of rice when the farmers gathered it in the paddy fields. The Khmer regime was so poor of resources that it could not afford to lose a single grain of rice. And it also recovered the excrements for use as fertilizer and fuel once they were dried. He tells me how the Khmer Rouge did not condone any weakness; there was no shirking of work because those who were judged weak were soon eliminated. In a voice broken with emotion and almost tears in his eyes, he tells me about the time when his grandfather, having nothing else to feed his grandchildren had to make the choice to kill the house dog in order to get food. How people were ingenious in using anything that was even minimally edible in order to survive, rice porridge made mostly of water with a few grains of rice floating in it, because rations were scarce.

Mi sento un privilegiato a poter ascoltare questi racconti dalla viva voce dei testimoni di quei tempi. Anche Heng mi confessa che parla di questo solo con gli stranieri. Difficile parlare di Khmer Rossi con i Cambogiani. Troppo il dolore di questo popolo, troppa la voglia di lasciarsi alle spalle gli orrendi ricordi di uno dei periodi più bui della storia dell’umanità. / I feel privileged to be able to hear these stories from the living voice of witnesses of those times. Even Heng confesses to me that he only talks about this with foreigners. It is difficult to talk about Khmer Rouge with Cambodians. Too much pain of this people, too much desire to leave behind the horrendous memories of one of the darkest periods in human history.

Quando siamo venuti la prima volta in Cambogia nel 2007, la guerra civile era cessata da meno di 10 anni, la Cambogia era ancora uno dei Paesi al mondo dove circolavano più armi e sui pulmini che ci portavano in giro c’erano dei cartelli che sembravano i nostri cartelli di divieto di fumare, ma che invece prevedevano il divieto di introdurre armi. Nei mercati era comune vedere gente in divisa con l’AK 47 dietro le spalle e le vittime mutilate delle mine antiuomo circolavano numerose nei mercati a vendere souvenir o libri sulla storia antica e moderna della Cambogia per raccogliere qualche soldo. Il processo ai capi dei Khmer Rossi era in allestimento e Kieu Samphan, Nuon Chea, Ieng Sary e Ieng Tirith non erano ancora stati tutti arrestati e rinchiusi nelle extraordinary Chambers of Cambodia, il centro di detenzione specificamente allestito per ospitarli alla periferia di Phnom Penh, sulla strada che porta verso Sihanoukville. Duch, il comandante del famigerato centro di detenzione S-21, dove trovarono la condanna e la morte circa 14.000 tra ex Khmer Rossi e loro famigliari e amici, non era ancora stato ancora processato. E le polemiche sul funzionamento della Corte internazionale che doveva giudicare i crimini commessi infuriava feroce. Oggi, a distanza di 15 anni, tutto questo sembra dimenticato. Ieng Sary, ex ministro degli esteri del regime Khmer, e la moglie Ieng Tirith, ex ministro della cultura, sono morti. Kieu Samphan e Nuon Chea presumo vivano gli ultimi anni di ultranovantenni beatamente dimenticati nelle extraordinary Chambers of Cambodia e l’unico che ha subito una condanna è stato Duch. Nessuno più parla dei Khmer Rossi, probabilmente nel tentativo di seppellire la loro memoria nella coscienza collettiva di un Paese che da quella esperienza è uscito profondamente segnato. Ma ogni tanto si trovano ancora persone che non vogliono dimenticare e che portano la loro testimonianza ogni volta che incontrano qualcuno che arriva da fuori Cambogia. E per me è sempre una grande emozione ascoltarli e il groppo in gola non mi molla mai quando li ascolto. / When we first came to Cambodia in 2007, the civil war had been over for less than 10 years, Cambodia was still one of the countries in the world with the most guns, and there were signs on the buses that took us around that looked like our no-smoking signs, but instead included a ban on bringing in weapons. In the markets it was common to see people in uniform with AK 47s behind their backs, and maimed victims of landmines circulated numerous in the markets selling souvenirs or books on Cambodia’s ancient and modern history to collect some money. The trial of the Khmer Rouge leaders was in the making, and Kieu Samphan, Nuon Chea, Ieng Sary and Ieng Tirith had not yet all been arrested and locked up in the Extraordinary Chambers of Cambodia, the detention center specifically set up to house them on the outskirts of Phnom Penh, on the road leading toward Sihanoukville. Duch, the commander of the infamous S-21 detention center, where some 14,000 former Khmer Rouge and their family members and friends found sentencing and death, had not yet been tried. And controversy over the functioning of the international court that was to try the crimes committed raged fiercely. Today, 15 years later, all this seems forgotten. Ieng Sary, former foreign minister of the Khmer regime, and his wife Ieng Tirith, former minister of culture, are dead. Kieu Samphan and Nuon Chea I presume are living out their final years as over-90s blissfully forgotten in the Extraordinary Chambers of Cambodia, and the only one who suffered a conviction was Duch. No one talks about the Khmer Rouge anymore, probably in an attempt to bury their memory in the collective consciousness of a country that came out of that experience deeply scarred. But every now and then you still find people who do not want to forget and who bring their testimony whenever they meet someone from outside Cambodia. And for me it is always a great thrill to listen to them and the lump in my throat never leaves me when I listen to them.

La nostra giornata ci porta a Kbaal Spean, alla ricerca dei linga nascosti sul fondale del torrente che scende impetuoso dalle colline dove il sito è situato. Le piogge di stagione hanno gonfiato le acque impetuose quindi è abbastanza difficile scorgere il tappeto di linga che sappiamo essere lì sotto. 1,5 km a salire e altrettanto a scendere, nel mezzo di una foresta lussureggiante. E’ qui che apprendo da Heng che in Cambogia ci sono ancora tigri, che anche in questa foresta circolano, tanto che lui mi dice che il sito dopo le 15 è sconsigliato all’accesso. / Our day takes us to Kbaal Spean, in search of the linga hidden at the bottom of the stream that rushes down from the hills where the site is located. Seasonal rains have swelled the rushing waters so it is quite difficult to spot the carpet of linga we know are down there. 1.5 km up and just as much down, in the middle of a lush forest. It is here that I learn from Heng that there are still tigers in Cambodia, which also circulate in this forest, so much so that he tells me that the site after 3 p.m. is not recommended for access.

Lungo il tragitto incontriamo un ragazzo cambogiano, munito di macchina fotografica, che dorme beatamente avvolto in una amaca, come se fosse in un bozzolo. Non capiamo se sia un cacciatore di foto della fauna o una delle persone che presidiano il sito. / On the way we meet a Cambodian boy, equipped with a camera, sleeping blissfully wrapped in a hammock, as if in a cocoon. We cannot tell if he is a wildlife photo hunter or one of the people manning the site.

La mattina scorre veloce e presto è ora di tornare verso Siem Reap e i templi di Angkor. / The morning passes quickly and soon it is time to head back toward Siem Reap and the temples of Angkor.

Il nostro giro prevede innanzitutto il Ta Prom, tempio reso famoso anche dal film Tomb Raider, che Angelina Jolie ha girato proprio in questo sito. Il tempio è ancora imprigionato tra enormi alberi che affondano le radici nella pietra del monumento. Rispetto a quando l’ho visto nel 2012 ci sono meno alberi, dato che parecchi sono stati rimossi, sia per le opere di restauro che per evitare che alberi morenti potessero crollare sui resti del tempio. Il sito fornisce degli scorci eccezionali e ideali per bellissime foto e né io né Sokkea ci facciamo pregare. / Our tour first includes Ta Prom, a temple also made famous by the movie Tomb Raider, which Angelina Jolie filmed at this very site. The temple is still imprisoned among huge trees that sink their roots into the stone of the monument. Compared to when I saw it in 2012 there are fewer trees, as several have been removed, both for restoration work and to prevent dying trees from collapsing onto the temple remains. The site provides exceptional views ideal for beautiful photos, and neither Sokkea nor I begrudge it.

Ci spostiamo poi al Bayon, a mio giudizio forse il tempio più bello, dove le facce scolpite di Re Jayavarman VII, osservano il visitatore da ogni possibile angolo. Purtroppo il terzo livello del tempio non è accessibile a motivo dei lavori di restauro in corso e non ci è possibile, come invece avevamo fatto nel 2012, salire per vedere da vicino le torri sulle quali le facce sono scolpite. Ma anche da sotto la vista è impressionante, se possibile ancora di più della prima volta che ho visto questi templi. In visita presso i templi parecchi turisti locali, con giovani bellissime ragazze vestite nei costumi tradizionali delle Apsara, le danzatrici reali del Regno Khmer. / We then move on to the Bayon, in my opinion perhaps the most beautiful temple, where the carved faces of King Jayavarman VII, watch the visitor from every possible angle. Unfortunately, the third level of the temple is not accessible because of ongoing restoration work, and it is not possible for us, as we had done in 2012, to climb up to get a closer look at the towers on which the faces are carved. But even from below the view is impressive, if possible even more so than the first time I saw these temples. Visiting at the temples several local tourists, with young beautiful girls dressed in the traditional costumes of the Apsaras, the royal dancers of the Khmer Kingdom.

Il caldo è micidiale e muoversi su e giù dai monumenti non è affatto banale. / The heat is deadly and moving up and down the monuments is not at all trivial.

L’ultima tappa della giornata è ad Angkor Wat, la città tempio, che fu capitale del Regno Khmer. La vista è davvero maestosa, con il fossato largo oltre 200 metri che circonda questa meraviglia che misura 1.200 metri di larghezza per 1.500 metri di lunghezza. Dall’esterno del tempio si vedono le 5 torri che rappresentano la cima del monte Mehru sacro all’induismo, religione di riferimento al momento della realizzazione del tempio tra il 1113 e il 1150. Dalle mura esterne del tempio alla parte centrale il percorso è di oltre 400 metri. Il tempio è strutturato su tre livelli, di cui quello più in alto era riservato ai sacerdoti di alto livello della società di Angkor e alla corte reale. / The last stop of the day is at Angkor Wat, the temple city that was the capital of the Khmer Kingdom. The view is truly majestic, with the moat over 200 meters wide surrounding this marvel that measures 1,200 meters wide by 1,500 meters long. From the outside of the temple, one can see the 5 towers representing the top of Mount Mehru sacred to Hinduism, the religion of choice at the time the temple was built between 1113 and 1150. From the outer walls of the temple to the central part, the path is more than 400 meters. The temple is structured on three levels, of which the top one was reserved for the high priests of Angkor society and the royal court.

Saliamo verso il livello tre, saliamo verso il paradiso, su una scalinata vertiginosa dove la gente scende all’indietro a gambero per evitare le vertigini. Sentiamo qualche voce italiana. Ragazzi di Milano. Ammiriamo le sculture delle Apsara, prosperose e avvenenti, molto di più qui che nei templi visitati in precedenza, pur ricchi di bassorilievi che le rappresentano. / We climb toward level three, ascending to heaven, up a vertiginous staircase where people shrimp backwards to avoid vertigo. We hear some Italian voices. Guys from Milan. We admire the sculptures of the Apsaras, buxom and buxom, much more here than in the temples we visited earlier, though full of bas-reliefs depicting them. / We climb toward level three, ascending to heaven, up a vertiginous staircase where people shrimp backwards to avoid vertigo. We hear some Italian voices. Guys from Milan. We admire the sculptures of the Apsaras, healthy and sexy, much more here than in the temples we visited earlier, though full of bas-reliefs depicting them.

Siamo stanchissimi e provati, ma veramente soddisfatti della giornata. Ancora qualche foto ad Angkor Wat, con lo stupendo riflesso delle torri in un piccolo stagno collocato nell’area del tempio. Ancora qualche foto alle Apsara fotomodelle, ai bimbi che incontriamo sul percorso, sempre pronti a donarti un sorriso con i loro meravigliosi occhi nei cambogiani. / We are exhausted and tried, but truly satisfied with the day. A few more photos at Angkor Wat, with the wonderful reflection of the towers in a small pond placed in the temple area. A few more photos of the Apsara models, the children we meet on the way, always ready to give you a smile with their wonderful eyes in the Cambodians.

Davvero una bella giornata. Appuntamento a domani per Beng Mealea e il floating village. / Truly a beautiful day. See you tomorrow for Beng Mealea and the floating village.

E come sempre, Cambodia or bust / And as always, Cambodia or bust.

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