JH Agent 006 and a half 22 Luglio 2017 / 22 July 2017

Mi sa che oggi parleranno più le foto che io. / I think that today the photos will speak more than me. 

Oggi era la giornata della festa di saluti. Avevo già portato al centro un sacchetto con maschere da colorare, palloncini da gonfiare e festoni da appendere. Sono arrivata verso le nove e c’era già attività. Ho cominciato a strappare le maschere dai loro libretti e metterli fuori nella biblioteca con il scatoline grande di colori. Pensare che una volta nel centro e per i bambini i colori erano una rarità. Hanno capito subito cosa c’era da fare ed in quattro quattr’otto c’erano bambini che venivano a farmi vedere le loro maschere. In fretta sono andata a tagliare a misura l’elastico che avevo comperato, misura una testa e via. Ma tanti non sono capaci di infilare l’elastico nei buchi della maschera e fare i nodi e mi trovo tagliare, infilare e annodare.  Dopo cinque minuti ho dovuto andare a prendere la mia fedele asciugamano altrimenti il sudore che gocciolava rovinava le maschere. / Today was my farewell party. I had already bought to the center a bag with masks to colour, balloons to blow up and paper garlands to hang up. I arrived around nine and there was already a lot of activity. I started to pull the masks out of their books and put them out in the library along with the big box of colours. To think that once in the center and for the children coloured pencils were something rare. They understood immediately what to do and in a flash there were children coming to show me their masks. In a hurry I went to measure and cut the elastic I had brought, measure a head and off we go.  But a lot of them can’t manage to thread the elastic through the holes in the masks and knot them so I find myself cutting, threading and knotting. After five minutes I had to go and retrieve my faithful hand towel or the sweat dripping off was ruining the masks. 

Ma quanti bambini c’erano? Era un infinito “Jane, Jane, Jane” e maschere che mi venivano infilato sotto il naso. Ma sono troppo divertenti per lamentarmi. Infilò le maschere ai più piccoli che sono un po preoccupati ma presto ci sono in giro, papere, leoni, bruchi, mucche, anatre di tutti i colori. Un bambino, che conosco già come un vulcano è arrivato almeno tre volte con maschere diverse. Quando facevano fatica vedere li hanno messi al contrario, bi-facciali. Quanto ci siamo divertiti. / How many children where there? It was an unending “Jane, Jane, Jane” and masks pushed under my nose. But it was good fun so who’s complaining. I put on the masks for the smaller children who seem a bit worried but there are soon ducks, insects, cows, lions of all colours going around. One boy, who I know well as volcanic came at least three times with different masks. When they started to have problems in seeing through them they turned then round, bi-facial masks. What fun we had.

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Ogni qualvolta facevamo dei salti quando quelli che gonfiavano i palloncini (Socheat) con una pompa da bicicletta esagerava ed i palloncini scoppiava. / Every now and then we jumped when those who were pumping the balloons (Socheat with a bicycle pump) got over enthusiastic and balloons burst.

Gli insegnanti erano occupati ad addobbare la lavagna e Channa dava una mano alla cuoca a preparare la base della zuppa: noodles istantanei (basta aggiungere il brodo caldo) germogli di soia e carne. Non mi chiedete che carne, non lo so e non lo voglio sapere. Ma quando l’ho mangiato mi sembrava manzo. / The teachers were busy decorating the board while Channa was giving a hand to the cook to prepare the base for the soup: instant noodles (all you have to do is pour on hot broth), bean sprouts, and meat. Don’t ask me what meat, I don’t know and I don’t want to know. But when I ate it it tasted like beef.

Ci sono file di ciottoli, nuovi di zecca alleniate lungo le scrivanie. Io sono ancora occupata con le maschere quando mi rendo conto che stanno già servendo la zuppa. Schizzo fuori a fare foto. Arrivano le torte. Tre grandi con la panna, e le scritte, anche “buon compleanno” ma non è il compleanno di nessuno. Pago. Qui succede di tutto troppo in fretta, quasi non riesco capire. Poi Sokkea mi spiega che alcuni ragazzi devano andare a scuola. Ma come? E le torte? Non mangiano le torte? Sembra proprio di no. / There are rows of bowls, brand new bowls lined up on some desks. I’m still busy with the masks when I realise they have started to serve the soup. I rush out to take photos. The cakes arrive. Three big ones with cream and writing, even “Happy Birthday”  though it isn’t anybodies birthday. I pay. Everything is happening so quickly I am having trouble understanding. Then Sokkea explains that some of the children have to go to school . What? And the cakes?  Won’t they be eating the cakes? Doesn’t seem like it.

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Vengano ad abbracciarmi, a ringraziare e salutare. Sono arrivate delle ragazze della scuola secondaria a fare da cameriere, sono bravissime è presto tutti hanno da mangiare. Per ultima sediamo noi dello staff e le ragazze che hanno servito. Sbalordisco tutti mangiando tranquillamente il peperoncino piccante ma cosa credono che in Italia non abbiamo anche noi il peperoncino. Anzi non era così piccante di quanto pensavo. Mangio la mia zuppa di noodles con i bastoncini cinese ma il cucchiaio per il brodo è troppo lento, bevo dalla scodella. / They come and hug me, thank and say goodbye. Girls from the secondary school have arrived to act as waitresses, they are really good and quickly everybody has something to eat. Last the staff and the girls who have helped sit down. I surprise everybody by calmly eating chilli peppers, what do they think? that we don’t have chilli peppers in Italy? In fact they are not as hot as thought they would be. I eat my noodle soup with chopsticks but drinking the broth with the spoon is too slow so I drink it out of the bowl.

Devo pagare la cuoca. La nonna delle bambina con la bicicletta rotta. Dal sorriso che mi ha fatto, dal brillare degli occhi credo di avere trovata un amica a vita. / I have to pay the cook. The grandmother of the little girl who had had a broken bicycle. From the smile she gives me, from her shining eyes I think I have found a friend for life.

Tiriamo fuori le tre torte messi su dei tavoli in fondo alla stanza. Arriva il momento che odio di più. Devo salutare i bambini e anche lo staff. Prima chiamò fuori un studente per ogni classe che ho giudicato, anche con consigli per le classe con non frequento, i migliori per darli dei premi. Per i più grandi dizionari Inglese/Khmer. Sokkea mi aveva detto che non sapevano usarli, ma lo sanno e sono contenti. Per i più piccoli, libri, in Inglese e colori. Per la classe del pomeriggio ho dovuto dare tre premi, il migliore e due secondi ex equo. Poi ho premiato Vannak con un puzzle mappamondo perché lavora sempre e perché mi ha sempre fatto da guardia del corpo. Subito vuole sapere dove sta la Cambogia e dove l’Italia. Vuole sapere quanto distanza ci separa. Andiamo avanti con i saluti, ma quest’anno non hanno tirato a lungo e nonostante ho dovuto interrompermi un paio di volta sono riuscita ad arrivare in fondo senza neanche un fazzolettino. / We get out the three cakes and they are put on tables at the end of the room. Then the moment I hate most arrives. I have to say goodbye to the children and staff. First I call out a student for every class who, in my opinion, with help from the teachers of the classes I don’t take, are the best, to give them prizes. For the older ones I had brought English/Khmer dictionaries. Sokkea had told me they didn’t know how to use them, but they do and they are pleased. For the smaller ones, books, in English and boxes of coloured pencils. For the afternoon class I had to give three prizes, one for the best overall and two equal almost as good. Then I gave Vannak a prize of a world map jigsaw puzzle because he always works so hard around the center and because he has always been my body guard. He immediately wants to know where Cambodia is and where Italy is. He wants to know the distance that separates us. We continue with our goodbyes, but this year it was much shorter and despite the fact that I had to stop a couple of times and take deep breathes I managed to get to the end without the need of a handkerchief.

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Riesce difficile ad accendere le candele su le torte mentre accendevi uno il vento spegneva un altro. Alla fine abbiamo rinunciato. Ma prima di tagliare le torte fanno scoppiare i venti “bombe” che avevo comperato. Sapendo già cosa contengano ho pregato a Sokkea di non farli partire vicino il tavolo con le torte. Ma chi mi dà retta.cosi abbiamo torte ricoperto di pezzi di alluminio colorato. Non è facile tirarli via, alla fine risolvo soffiando. Riesco pulire alla meglio,il mio poi ogni uno penserà a toglierli prima da mangiare. Ma perché mi preoccupo? Come tradizione la maggior parte di crema finisce in faccia, il più bersagliato essendo la mia. Finisco con faccia, capelli, occhiali e  catenina degli occhiali letteralmente coperti di panna. Quello che più mi preoccupa è la nuova maglietta di A Smile for Cambodia disegnato da Nhak che si è macchiato di crema rosso. Tranquilli è venuto via nel lavaggio. Una volta che non c’era più un centimetro di faccia, collo ed orecchie che non era coperto di crema abbiamo fatto le foto di rito e le ragazze mi hanno aiutato a pulirmi. Prima mi coprano di panna poi si preoccupano perché sono sporca. La torta comunque era buona. / It was difficult to light the candles on the cakes, as we lit one another was blown out by the wind. In the end we gave up. But before cutting the cakes they let off the 20 “bomb tubes” I had brought. Knowing what they would contain I had begged Sokkea not to let them do it near the table with the cakes. But he didn’t listen so we ended up with cakes covered in pieces of coloured shiny aluminium confetti. It wasn’t easy to get it off, in the end I resorted to blowing it off. I manage to clear most of it off mine then each one would have pick them off before eating. But why do I worry? Tradition wants that the majority of cream finishes on our faces! The most sought after being mine. I end up with it on my face, my hair, glasses  and glasses chain, literally covered in cream. What worried me most was that My new A Smile for Cambodia t-shirt designed by Nhak had red cream on it. Don’t worry it came out in the wash. Once there was not a centimetre of my face, neck and ears that was not covered in cream we took the ritual photo and the girls came to help me clean it off. First they cover me in cream then they worry because I’m dirty! However the cake was very good.

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Scappano tutti. Rimangano un pugno di ragazze più grandi ad aiutare Channa a pulire. Povera Channa, oggi le è toccata a fare di tutto. Mi permettete di dirlo? Gli uomini sono rimasti in giro a parlare o sono spariti del tutto. Ahimè la Cambogia ha ancora tanto da imparare. / They all rush off. Just a group of older girls stays behind to help Channa clear up. Poor Channa, today she has been doing everything. I’m I permitted to say that the men just stood around talking or disappeared completely. Dear me Cambodia still has a lot to learn.

È scontato che alle 22,00 sono crollata. Ma domani è un altro giorno e non è tutto finito. / It goes without saying that at 10pm I was knocked out. But tomorrow is another day and it’s not all finished.

Prendo l’occasione per ringraziare tutti gli amici, conoscente e anche ragazzi di una scuola che con il loro contributo hanno reso possibile tutto quanto, compreso le ciotole. Abbiamo dato da mangiare e divertito 135 bambini. Grazie, grazie, grazie. / I’d like to take this occasion to thank all the friends, acquaintances and students from a school who with their contribution made all this possible, including the new bowls. We fed and made happy 135 children. Thank you, thank you, thank you.

Jane Hartley

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