JH Agent 006 and a half 26 Giugno 2017 / 26 June 2017

Stamattina 006 e mezzo è scomparsa dalla sua bella stanza d’albergo, dopo avere pagato il conto, panico, la macchina non prendeva la carta di credito. No, alta, non è né la macchina né la carta, avevo dato il Bancomat invece della Visa. E va bene sono umana. / This morning 006 and a half disappeared from her hotel room, after paying the bill, panic, the machine wouldn’t accept my card. No, wait, it wasn’t the fault of the machine or of my card, I’d given then my cash withdrawal card instead of my Visa. Okay I’m only human. 

Mentre scendevo dalla stanza era già arrivato il mio autista e intanto che cercavo di pagare erano andati a prendere le mie valigie. Mentre l’autista manovrava nel traffico caotico di Phnom Penh, per qualche motivo mi sono messa a contare: 2 valigie nel baule, mio zaino sul sedile dietro con me e due borse di spesa in terra davanti, ma la scatola con 2250 fotocopie? Chiedo all’autista, che per fortuna mi comprende, ma non ha visto caricare una scatola grossa. Inversione di marcia e torniamo in albergo dove recuperiamo il mio mese di lavoro d’insegnamento. Phew. Meno male non eravamo andati troppo lontani. / While I was leaving my room my driver had already arrived and as I tried to pay my bill the staff went to my room to fetch my luggage and pack it in the car. While the driver manovoured his way through the traffic for some reason I started doing a check count: two suitcases in the boot, my rucksack and bag on the backseat with me and two shopping bags in the front, but the box with 2250 photocopies? I asked the driver and fortunately he understood me, but he hadn’t seen a big box. Turn round and go back to the hotel to retrieve my prepared months work. Phew, good job we hadn’t gone far.

Guidare a Phnom Penh è un arte. Ad alcuni incroci con semafori quelli che devano girare a destra tagliano dentro nei cortile dei benzinai uscendo più avanti su la strada giusta. Forse per quello hanno costruiti l’area dei benzinai così grandi. Invece se devi girare a sinistra su una strada molto trafficata si auto regolano. Dopo un po che sei fermo inizi ad andare avanti ed il flusso che sta andando dritto, gentilmente si ferma per far passare una quantità di macchine, anche quelli dove bisogna intromettersi fanno la stessa cosa. Anche dove ci sono semafori non fanno verde, giallo, rosso, no, fanno verde poi conto allo rovescio fino al rosso, questo anche per i pedoni. Ma fra macchine, camion, tuk-tuk e mille moto cariche di intere famiglie o con il passeggero che porta oggetti di tutti generi, perfino sedie, biciclette e la spesa per un mese il traffico a Phnom Penh è un incubo. A un certo punto inizia a liberarsi e l’autista può mettere la quarta. / Driving in Phnom Penh is an art. At some crossroads with traffic lights the people who are tirning left will cut through the court of a petrol station, if there is one, coming out onto the right road. Maybe that is why they have built petrol stations with such big courts.while if you have to turn left on a busy road the cars regulate themselves. After you have been waiting for a while you start to end forward and the cars that are travelling straight one will stop and let a few cars past, the same happens a on the other side when you have to enter with the on going traffic.when there are traffic lights they don’t go: green, yellow, red but green then count down to red, this also works for pedestrians. But between cars, lorries, tuk-tuk and thousands of motorbikes loaded with entire families or with the passenger carrying objects which can range from chairs, bicycles to a whole months shopping traffic in Phnom Penh is a nightmare! Finally it begins to thin out and the driver can move up to fourth gear.

Oramai la strada la conosco bene, guardo sempre curiosa per scorgere cambiamenti, fabbriche, case più belle ma visto che anche la conversazione con l’autista è limitata per via della sua poca inglese mi trovo ad addormentarmi, finché una brusca frenata mi sveglia facendo volare zaino e borse. Per fortuna avevo la cintura di sicurezza e l’autista mi spiega che la macchina davanti si era fermata bruscamente al bordo della strada senza mettere la freccia. / By now I know the road well, I still look curiously around me for changes, factories, nice houses but considering that conversation with the driver is limited by his knowledge of English I find myself going to sleep, until a brusk braking wakes me up sending my rucksack and bag flying forward. Fortunately I had my safety belt on and the drive explained that the car in front had suddenly stopped at the roadside without even putting out his indicator.

Procediamo, guardo l’orologio calcolando quanto tempo ci manca ancora. Dobbiamo fermarci al centro prima di andare in albergo perché ho una valigia che pesa 20 kg. pieno di vestiti di secondo mano che mi ha dato Josie che era venuto al centro in Marzo con Stefania e Daniele. Sono già bell’e divise in borse: gonne, camicette, pantaloni maschi e femmine, camicie ed anche per grandezza e età. Diciamo grandezze perché alcuni dei nostri bambini sono molto più piccoli dell’età che hanno. Mai più grandi. Pensi che una bambina è troppo piccola per frequentare il centro poi scopri che ha otto anni non i quattro che dimostra. / We carry on, I look at my watch to calculate how much longer we will take. We have to stop off at the center before going to the hotel because I have a suitcase that weighs 20 kg. full of secondhand clothes that Josie, a lady who came as a volunteer to the centre in March with two other Italian volunteers gave to me. They are already divided into bags of skirts, blouses, trousers and jeans, shirts and by age group or size, mainly size because a lot of our children are smaller than their age. You think a child is too small to be in the center only to find out they are eight years old and not four as you had thought. 

Ma torniamo a noi, era inutile portare questa valigia in albergo insieme al quasi dimenticata scatola di fotocopie. Peccato che siamo arrivati intorno alle 13 quando i bambini sono a casa a mangiare, invece ecco che mi corre incontro una piccola che conosco bene ma dovrò rinfrescarmi la memoria per i nomi, poi un abbraccio da Samphors e due ragazzini che hanno caricato la valigia su una bici. Erano triste quando ho detto che non potevo fermarmi ma un “see you tomorrow” ha fatto tornare i sorrisi. / But back to the point, it would have been silly to take this to the hotel, along with the almost forgotten box of photocopies. Pity that we arrived around one o’clock when the children are at home for lunch, but no here is a little girl I know well (must remember their names again) coming running towards me and taking my hand, Samphors is also there and comes to hug me and two boys who insist on balancing the suitcase on their bicycle and wheeling it down the path. The it faces fell when I said I had to go but “see you tomorrow” soon bought the smiles back.

Ora sono seduto sul balcone con la vista di una striscia di mare e ascolto il canto di tanti uccelli ed in lontananza il poco traffico, all’infuori di questo ed il tic-tic della tastiera tutto tace. Fino a domani quando sarò circondata da tutti i nostri adorati bambini. Non vedo l’ora. / Now I am sitting on my balcony with a view of a thin strip of sea and listening to numerous birds songs and a little traffic in the distance, apart from that and the tic-tac of my tablet everything is quiet. Until tomorrow when I will be surrounded by all our adorable children. Can’t wait.

Dimenticavo, ho un piccolo geco nella mia stanza, che sia un micro spia Russo? Fa niente mi tiene compagnia! / Almost forgot, there is a tiny gecko in my room, could it be a Russian micro spy? Doesn’t matter he keeps me company!

 

JH Agent 006 and a half

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