JH Agent 006 and a half 15 gennaio 2017

Non posso dire che stamattina mi dispiaceva lasciare Phnom Penh. Ogni volta sembra più caotica ed è diventata un cantiere di grattacieli in costruzione . Essendo Domenica c’era meno traffico del solito ed abbiamo fatto in fretta a lasciare la città. Nei paesi c’era più traffico, confusione ed i soliti mercati con la carne esposto all’aria aperta che mi fa venire voglia di diventare vegetariana.
Il viaggio era tranquillo ed anche silenzioso in considerazione del fatto che c’eravamo solo io ed il fido autista che parla poco inglese ma è un autista di tutta fiducia. L’unici eventi di nota erano una fila di camion fermati dalla polizia per il controllo su la sicurezza del mezzo è un passaggio livello chiuso per far passare un treno merce lunghissimo. La prima volta che vedo un treno in Cambogia.
Arrivata a Kep sono stata accolta come la vecchia amica che sono (amica di vecchia data, oltre ad una vecchia). Scortata alla mia solita camera dove mi sono messa subito in contatto con il tuk-tuk driver per confermare la sua presenza domani e con un amico che una volta lavoravo qui ma adesso sta facendo carriera. Ogni volta mi trovo con lui, l’ho visto fare carriera, diventare papà e la sua sorella minore e del nostro centro e quest’anno ha vinto un premio di migliore studente. Lui è orgoglioso quanto noi.
Adesso eccomi, tutta sola al bar con un Daiquiri al ananas, Shaken not stirred naturalmente. Non preoccupatevi, sono pronta, più che pronta per l’incontro con i nostri ragazzi domani. Ma si ricorderanno di me? Vedremo.

I can’t say I was sorry to leave Phnom Penh this morning. Every time I come it seems more chaotic and it has become an open air building site with skyscrapers going up everywhere.
As it was Sunday there was not too much traffic and we soon left the city behind us. But in the towns along the way there was the usual confusion with local markets with whole pieces of meat hanging in the open which makes me think of becoming totally vegetarian.
Our journey was peaceful mainly because there was just the driver and me, he’s a superb driver but speaks very little English. The monotony was broken only by a queue of lorries stopped by the police for safety checks and a level crossing that was closed to let a very long goods train go by. It’s the first time I’ve seen one in Cambodia,
Arriving in Kep I was greeted as an old friend (a friend of a long time, not just old). I was taken to my usual room where I immediately got in contact with my tuk-tuk driver to confirm tomorrow’s pick-up and with a friend who once worked here but every time I come has made a step forward in his career. I see him every time I come, I have seen his career grow, have seen him become a father and his younger sister is one of our center children and this year has been given a “best student” award. He is as proud of her as we are.
So here I am sitting in the bar all on my own with a pineapple Daiquiri, shaken not stirred naturally. No, don’t worry, I’m ready, more than ready for my meeting with the kids tomorrow. Will they remember me. We will see.

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