JH Agent 006 and a half 2 febbraio 2017

2017-02-02-u-19

bandiera-itaStanotte ha piovuto. Logicamente non ho sentito niente, ma stamattina e coperto e caldo umido anche se dove sono seduta in questo momento c’è il solito vento freddo.
Ho passato la prima parte della mattina ad ascoltare un discorso molto serio tenuta da l’insegnante To ai bambini. Logicamente non capivo una parole me le facce erano molto serie e rispondevano “si”. Dopo To mi ha spiegato che ha sgridato a quelli che scappano quando ci sono da fare lavori collettive, come stamattina quando sistemano le aule tanto per insegnarle di non lasciare o buttare in terra carta etc. Ma conoscendoli saranno sempre lì stessi che bigiano. Bambini sono bambini.
Mentre lui e Socheat mangiavano il solito riso e pesce per la prima colazione io sono scappata dalla puzza per fare un po di lavori amministrative. Tipo controllare l’elenco di fotografie richieste dal nostro Presidente, controllare l’elenco delle presenze perché sono un ficcanaso e preparare l’elenco dei bambini da visitare a casa. Ed ecco che To mi chiama per partire per le visite. Subito lungo i sentieri in mezzo ai campi. Si preoccupa subito che non c’è la farò a camminare tanto lontano. Spiegarlo che sono socio CAI da più di trent’anni. Poi ho dovuto tenere il passo per non venire a meno dei mie vanterie. Era bellissimo camminare in mezzo ai campi, i risaie già vuote e la canna da zucchero quasi maturo, una casa qua e là e le mucche ed il resto da schivare.
La prima casa che abbiamo trovato era di Koun Sophea dove erano tutti indaffarati a pulire la zona davanti alla casa in preparazione per il matrimonio della sorella, previsto per mese prossima. Tutti si mettano volentieri in posa per le foto e ridano quando li faccio vedere sul tablet.
Proseguiamo, salutati da tanto in tanto da qualche contadino padre di uno dei nostri ragazzi. Arriviamo alla casa di Socheat e siamo quasi cacciati da almeno 4 cani ed 8 cuccioli, non sono riuscita a contarle. Ma Socheat ci è venuto incontro così i cani hanno capito che eravamo amici ed hanno smesso di abbaiare. Ma il fratellino di tre anni no, uno sguardo a questa grande e grossa donna bianca è scappato dietro il pollaio e quando l’hanno tirato fuori per fare la foto ha urlato come un matto e picchiava la mamma che ignorava i pugni. Oltre la mamma c’era una signora più anziana che ho individuata come la nonna, ma sorpresa e anche la mamma di Pheara, questa significa che Pheara è lo zio di Socheat, ecco perché al centro viaggiano in copia. Partiamo per la casa di Pheara con Socheat a seguito ed il fratellino, che adesso si è calmato, in spalla alla nonna. Lungo sentieri, attraverso campi, saltare ruscello e si arriva, c’è anche la sorella ed il marito e mentre siamo lì arriva anche Pheara e poco dopo il papà, fresco dalle saline. La casa, come tutti quelli che abbiamo visto fino adesso è discreto da fuori, non ho visto dentro. La cucina è una piccolissima cassetta dove la sorella sta curando il fuoco, cosa cucinava non ho capito ma ho chiesto permesso di fare le foto e come sempre mi è stato concesso. Adesso stanno arrivando a casa tutti dal lavoro e da scuola, sono le 11 passati.
Vediamo Sok Sreyny con suo padre e li seguiamo a casa loro. Questo sì che è una casa veramente povera, una stanza in strutture di ondulato. Il padre lavora anche lui nelle saline, dalle 7 del mattino alle 11 poi ancora dalle 13 alle 16,30 per $ 2,50 al giorno. Se facciamo una media di 26 giorni lavorativi al mese fanno $ 65 al mese. Sta bene che il costo della vita qui in Cambogia e bassa, ma vivere con un stipendio del genere è dura,
molto dura, in particolare quando hai una famiglia.
Passiamo ad una altra casa tipica su i trampoli. Questa è di Eam Pou che è appena arrivato. Un ragazzo bellissimo con un sorriso avvincente. Arriva anche Nat che abita vicino. È diventato altissimo ed è sempre molto serio come me lo ricordavo. Molto orgogliosamente mi dicono che sono nello stesso classe in grade 9, l’ultimo della scuola secondaria, Nat è il quinto nella classe e Pou il sesto. Chiedo se hanno intenzione di andare avanti nella scuola superiore, mi rispondano senza esitazione di sì, e anche la sorella di Pou afferma con decisione di sì.  Qui la maggior parte dei genitori vogliano con tutto il cuore che i figli studiano, ma alcuni non hanno i soldi. Alcuni genitori invece preferiscano che i figli finiscono la scuola dopo i primari, a circa 14 anni per andare a lavorare, un vero peccato.
Nat ci precede su la sua bicicletta per andare a casa sua. Questa è veramente una casa povera. Piccolo fatto, mi sembra, di fogli di  palme. Consiste di un’unica piccola stanza che la signora gentilmente mi ha fatto entrare per fotografare. Prima vivevano in 5 in quella piccola stanza. Adesso un fratello maggiore è il padre sono andati in un paese vicino allora la mamma è da sola con  i due ragazzi. Ma lui è sicuro che se bastano i soldi vuole andare a università. Stanno anche pagando $ 25 per un corso di computer, che dura circa tre mesi. L’intelligenza c’è. La volontà anche, sia suo sia quello di sua madre, Speriamo che c’è lo fa con i soldi.
Sono mezzogiorno passati. La gente è a casa a mangiare ed anche To accusa una certa fame. Lo concedo di tornare al centro per mangiare, io mi metto a scrivere.
Il pomeriggio avanza ed io continuo a scrivere, i bambini arrivano ed anche a loro va impresa quanto è importante l’igiene personale. Vado a chiedere se andiamo avanti a fare visite a domicilio ma guardando la mia lista mi dicono che saranno tutti a scuola essendo nelle scuola secondaria. Mettiamo le canzoni in inglese per i bambini ed io vado avanti con il mio lavoro amministrativo poi a sorteggiare dei vestiti da distribuire ai bambini non SAD. Troviamo una panda, ma sembra più un orso nero. Visto che si stanno facendo pulizie lo portò al lavandino, quello costruito l’anno scorso, e comincio ad insaponarlo. Arriva Kemheng con un spazzolone  e lo danno una bella spazzolata, povero panda, poi lo sciacquiamo ed arrivano tre ragazze che lo attorcigliano per strizzarlo. E sopra vissuto povero panda, adesso è appeso al ricinto, vediamo domani se è abbastanza pulito per dare a qualche bambino/a.
Chiamo Mr Dom per venire a prendermi, almeno cerco di chiamarlo, sono senza credito. Aiuto, come si fa in mezzo alle risaie a ricaricare un Smart phone. Che problema c’è, si dà un dollaro ad uno dei ragazzi che torna indietro con una carta da grattare, un numero da inserire e bingo, ho credito fino al 12 febbraio. Si signori, per un dollaro credito per dieci giorni! Ma
Mr Dom mi dici che arriverà fra 25 minuti. Fa niente. I bambini sono andate, iniziò a camminare fino alla strada principale.
Adesso, in albergo, una bella doccia il solito bucato giornaliero e siamo pronti per ….. Finire la parte Italiano di questo diario poi andare al bar per Happy Hour. Scusate ma oggi me la sono guadagnata.

Questo slideshow richiede JavaScript.

bandiera-inglese_pulsanteIt rained during the night. Obviously I didn’t hear it, but this morning is cloudy, hot and humid except where I am sitting at this moment and there is a cold wind.
I have passed the first part of the morning listening to a very serious lecture by teacher To to the children. Obviously I didn’t understand a word but the faces were very serious and they answered “yes”. Afterwards To explained that he was telling them off for not taking part in the comunal cleaning that they do to teach them not to throw paper on the floor. But knowing them there will always be the same ones who get out of it. Kids are kids.
While he and Sochear ate their usual rice and fish for breakfast I escaped the smell, and came outside to do a bit of administration work. Like controlling the list of photos our president has asked me to take, controlling the roll call list because I’m a nosy parker, and preparing the list of children’s houses I wanted to visit. Here’s To now calling me to set off on the visits.
Off we go along paths in the middle of the fields. He worries straight away that I won’t be able to cope with the walking. Try telling him I have been a member of CAI the Italian mountaneering club for over 30 years. Then I had to keep pace with him so as not to let down my vanity. It was wonderful walking through the fields, the paddy fields already empty, the sugar cane just maturing, a house here a house there the cows and other things to walk round.
The first house we came across was that of Kuo Sophia where they were all busy clearing the area in front of the house in perpetration for her elder sisters wedding planned for next month. They all willingly pose for photos and laugh when I show them on the tablet.
We continue, every now and then saying good day to farmers who are fathers of our children. We arrive at Socheat’s house and are almost set off by four dogs and eight puppies, I didn’t have time to count. But Socheat came out to greet us so the dogs understood we were friends and stopped barking. Not so his three year old brother, one look at this big white lady and he ran off behind the hen cage and when they had to bring him out for the photo screamed and hit his mother who completely ignored his fists. Other than the mother there was another woman who I identified as his grandma, but what a surprise, not only is she Socheat’s grandmother she is also Pheara’s mother, that makes Pheara Socheat’s uncle. No wonder they are always together in the center.
We leave for Pheara’s house with Socheat along and his brother, who in the meanwhile has quietened down, on grandma’s back. Along paths, across fields, jumping streams and we’re arrive, there is also his sister and her husband and as we arrive so does Pheara and shortly after his father, straight from the salt flats. Their house, like the others we have seen so far, is not to bad from the outside, I didn’t see inside. The kitchen is a separate little hut where his sister is stoking a fire, what she was cooking I didn’t understand, but I asked permission to take photos and as always it was given.
It’s just gone 11 am and everybody is arriving home from school and from work.
We see Sok Sreyny with her father and follow them to their house. This really is a poor house, one room made of corrugated iron. This father also works on the salt flats, from 7 in the morning until 11 then again from 1pm until 4,30pm for $ 2,50 a day. If we take a medium of 26 working days a month that works out at $ 65 a month. Now I know the cost of living in Cambodia is low, but living with that sort of wage is hard, very hard, particularly when you have a family.
We go over to another typical house on stilts. This is where Eam Pou lives and he has just arrived. A very handsome young boy with a winning smile. Nat, who lives near also arrives. He has grown so tall and is as serious as I remember him. Very proudly they tell us they are in the same class in grade nine, last of the secondary school. Nat is fifth in their class and Pou sixth. I ask if they intend to go to high school, with no hesitation they both say yes, also confirmed, with great vigour by Pou’s elder sister.
Here the majority of parents want with all their hearts for their children to study, but some just don’t have the money. On the other hand there are parents who stop their children’s education at around 14 to send them to work. It’s a great pity.
Nat goes ahead of us on his bicycle to get to his house. This is a really poor house. Small, made, I think from palm leaves. It consists of just one room that his mother kindly let’s me in to take photos. Before there were five people living In this one small room. Now the father and elder brother have gone away to work so the mother is alone there with two children. But Nat is sure, if there is sufficient money he wants to go to university. Now they are paying $ 25 for a three month computer course. He’s intelligent, he has the will and so does his mother. Let’s just hope that they can find the money.
It’s gone midday. People are at home eating and To has also started to feel pangs of hunger. So I let him guide us back to the center to eat, while I set to writing.
The afternoon advances and I continue to write. Children are arriving and they also have a lecture, this time on the importance of personal hygiene
I go and ask if we will continue the home visits but consulting my list I’m told that the children won’t be at home as they go to secondary school.
We put on English songs for the kids and I carry on with my administration work, then sorting clothes to distribute to non DAP children. We find a panda, it seems to me more of a black bear. As they are doing the cleaning I take him to the wash hand basin, the big new one built last year, and start soaping him. Kemheng arrives with a big scrubbing brush and they give him a good scrub, poor panda, next he’s rinsed off and three girls arrive and give him a good twist to squeeze out the water, he survived poor panda, now he’s clinging to the fence and we’ll see if he is clean enough to give to somebody tomorrow.
I call Mr Dom to come and fetch me, or at least I try to call him but I’m out of credit. Help, how do you up your credit on a smart phone in the middle of rice fields? Where’s the problem? You just give a dollar to one of the boys and back he comes with a scratch card, a number to insert into your phone and bingo, you e got credit until 12 of February. Yes sir, for one dollar credit for ten days. Mr Dom tells me he will be here in 25 minutes. Doesn’t matter.
The children have gone so I start walking towards the main road.
Now, back at the hotel, a good shower, the usual daily washing and I’m ready to …….finish the Italian part of my journal, before going to the bar for Happy Hour. Come on, I’ve deserved it today.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: