JH Agent 006 and a half + 14 Gennaio 2019/14 January 2019

Ora di partire da Phnom Penh. Vengano a prendermi alle 9 e in considerazione del fatto che la strada principale è sotto ricostruzione prendiamo una strada secondaria. Sempre caos uscire da Phnom Penh e sempre spaventosa guidare su le strade Cambogiani. Ma dopo quattro ore arriviamo sano e salvi a Kep. / Time to leave Phnom Penh. They come and pick me up at 9am and considering the fact that the usual main road is undergoing reconstruction we take a secondary road. Leaving Phnom Penh is the usual chaos and driving on Cambodian roads terrifying. But after four hours we arrive safe and sound in Kep. 

Pago l’autista che ritorna subito a PP e con valigie a seguito andiamo in un ristorante al Crab Market. Goloso scelgo il granchio in salsa di pepe verde. Delizioso ma da mangiare con le mani ed il risultato non è molto da signora! Nel fra tempo Sokkea chiama il mio tuk-tuk driver preferito,  l’insostituibile Mr Dom. Giovane, carino sempre gentile e con una guida sicura. Carichiamo I miei 2 valigie, zaino, due borse della spesa e la borsa di Sokkea più noi stessi sul povero tuk-tuk partiamo per il centro. / I pay the driver who sets straight off back to PP and taking my suitcases with us we go into a restaurant in the Crab market. Greedily I chose crab in a green pepper sauce. Delicious but to be eaten with your hands and the result is not very lady like. Meanwhile Sokkea calls my favourite tuk-tuk driver Mr Dom. Young, good looking, always educated and a safe driver. We load my two suitcases, rucksack, two shopping bags and Sokkea’s bag and ourselves onto the poor tuk-tuk and set off for the Center.

All’arrivo c’è un comitato di benvenuto su la strada. Urli di “Hello Jane” abbracci e troppi mani che cercano I miei per accompagnarmi lungo la strada. Che bello essere ancora qui. Channa, così piccolina si perde nella massa dei bambini ma la trovo e ci abbracciamo. Poi mi presentano due nuovi insegnanti e arrivano I bambini della prima classe che l’anno scorso erano nell’asilo. Oh non,  c’è  il terrorista che si fa subito riconoscere con una battere cinque che a momenti mi porta via la mano. Ma continua e alla fine devo mandarlo via per abbracciare e salutari altri piccoli. / On arrival there is a welcoming committee on the road. Screaming out “Hello Jane” hugs and too many hands trying to take mine to accompany me along the path. How wonderful to be back. Channa, so tiny is lost among the crowd of children but I find her and we hug. Then I am presented to two new teachers and the first class who last year were in the kindergarten arrive. Oh no, here is last years “terrorist” who immediately shows he hasn’t changed by giving me five that almost took my hand off. But he continues and I have to send him away to greet the other children.

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Sokkea mi fa vedere le novità del parco giochi per I più piccoli, il terreno che abbiamo appena comperato per aggiungere nuove aule dei quali abbiamo tanto bisogno visto il crescente numeri di bambini. Ma sono stanca, saluto tutti e vado ad aspettare Mr Dom che si è messo al riparo della polvere della strada di terra dove passano parecchie camion. / Sokkea shows me the new changes that have been made, the play ground for the kindergarten children, the land we have just brought so that we can build new class rooms which we urgently need with the growing number of children. But I’m tired so say goodbye and go and wait for Mr Dom who has parked away from the dusty road where a lot of lorries pass.

Andiamo al mio nuovo albergo. Rimango un po’ sorpresa, e molto più lontana della strada principale ed il Crab market di quanto avevo calcolato. Fa niente. Ho un piccolo bungalow in mezzo a un giardino con vista fino al mare. Con calma sistemo I miei pochi avere, tanto sono qui per più di tre settimane, deve essere casa mia. Mangio nella modesta ristorante dell’albergo facendo quattro chiacchiere (ma forse di più) con una coppia della Nuova Zelanda e anche con la proprietaria Slovacca. Poi a letto. / We go to my new hotel. I’m a bit surprised, it is a lot further from the main road and the Crab market than I had thought.  Never mind. I have a little bungalow in a garden with a distant view of the sea. Calmly I find places for my few belongings, after all I am going to be here for more than three weeks so I might as well make myself at home. I eat in the hotels modest restaurant exchange a few words (well maybe more) with a couple from New Zealand and with the hotel owner a lady from Slovakia. Then to bed

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