JH Agent 006 and a half 24 gennaio 2017

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bandiera-itaOggi c’e un vento pazzesco, e alla mattina e anche abbastanza freddo. Adesso so che voi siete in inverno e vi direte “ma cosa si lamenta” ma seriamente mi devo portare la giacca pesante con la quale sono partita per coprirmi la pancia in tuk-tuk alla mattina, ed in cambogiani vanno in giro con la berretta di lana. Niente casco ma la berretta si.
Stamattina sono stata accolta dalle bambini con tante margherite, me li mettano in in mano, o dietro le orecchie. Qualcuno mi ha fatto le foto, vedo di recuperarle così potete vedere quanto sono, sono, ma giudicate voi!
Si vede che il vento agita anche i bambini. Stamattina la mia classe è stato quasi incontrollabile. Ma siccome di solito rido e scherzo se divento seria sanno di aver esagerato e si calmano. Per cinque minuti. Oggi siamo passati alla famiglia. Ma quando alla fine ho chiesto ad ogni uno quanti fratelli e sorelle hanno vanno talmente in confusione che sono gli altri che gli devono dire.
Invece la piccolina diella social worker, che avrà sì o no due anni impara in fretta. Solo correndo in giro ed ascoltando ha imparato : Hello, Bye-Bye e stamattina “Mummy”
Stamattina ho regalato a Sochit una valigetta di colori di tutti i tipi mandata dal suo sponsor. Il suo sorriso, che di solito arriva agli orecchie, si è allargato fin dietro la testa.
Oggi la pausa pranzo mi è sembrata sempre più breve. Fra aiutare To. Scrivere l’inizio di questo giornale e mangiare una barretta poi arrivano già i bambini e gli ho subito tutti intorno che vogliano giocare, parlare e vedere photo sul mio tablet.
Prima lezione andiamo avanti con il verbo essere e domande. E qui mi trovo un problema. Come faccio spiegare ai bambini Cambogiani il concetto nomi contabile e non contabile? Che si dice “una bottiglia d’acqua” ma solo “acqua”? Spiego a To che traduce. Ma il primo che viene fuori a chiedere “cos’è questo” rispondano “un acqua”. Aiuto. Soluzione. Faccio vedere la bottiglia e scrivo, in inglese “una bottiglia d’acqua” poi l’apro, verso l’acqua per terra e scrivo “acqua” ecco adesso hanno capito. Credo!
Durante la pausa arriva Sokkea il responsabile in loco del progetto.
Dopo una pausa fatto scattando foto e cercando di capire i nomi di chi ho ripreso passo a la terza lezione.
Velocemente giorni e mesi. Poi ci sono sette giorni in una settimana e dodici mesi in un anno. Sono svegli. Il loro insegnante dice che il mio modo d’insegnare è più strutturata della sua. Sarà che insegno da quando lui era bambino.
Passiamo agli animali. Ho un bambino sveglio che le sa quasi tutti. Oggi lui e l’unico maschio e le femmine lo lasciano fare. Lo frego un po con gorilla ippopotamo e rinoceronte, ma si può capire, chi li ha mai visto in Cambogia. Sono contentissima perché le ragazze che ieri erano timidissime adesso stanno prendendo confidenza con me, in particolare quando si finisce la lezione cantando “head, shoulders, knees and toes” sempre vincente. Finito. Mi trascino al bar dell’albergo ed il suo Happy Hour. Ma se ho fatto errori nel scrivere non è colpa dei due Cojito ma perché io non so ancora scrivere correttamente in Italiano, altrimenti è colpo del correttore automatico.
Notte.

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Today there is a tremendous wind and in the morning it is quite fresh. Now I realise you are in the middle of winter and you will be saying “what does she want” but seriously I have to take my winter jacket with me in a morning on the tuk-tuk, to cover my tummy just after breakfast. And the Cambodians are even wearing woolly hats, no crash helmets but woolly hats yes.
This morning I was welcomed by the children with big orange daisys, they put them in my hands and behind my ears. This morning somebody took a photo, I must try and get them to send it to me then you will be able to see how, how, well judge
It seems that the wind has put this children into agitation too, they are almost uncontrollable. But as I usually laugh and play they know that when I become serious they have exaggerated and they calm down. For five minutes!
Today we passed on to learning about the family. But when I got to the end and asked them how many brothers and sisters they had they became so confused that the others had to tell them.
On the other hand the social workers little girl of about two years old is picking it up quickly. Just by running around and listening she has already learnt to say “bye-bye” “hello” and this morning came out with “mummy”
This morning I gave Socheat a present from his sponsor. A case of all kinds of colouring material.. His smile, which usually arrives to his ears went round to the back of his head.
Today the lunch break seemed still shorter. With helping To, writing the morning part of this diary, eating my snack then the kids arrive and I am surrounded with those wanting to play, talk or look at the photos on my tablet.
For the first lesson we continue with the verb “to be”and questions. Here I come across a problem. How do you explain to Cambodian children the difference between a countable and an uncountable noun? That you say “a bottle of water” but just “water”I explain the problem to To who translates. But the first one who comes out and asks “what is this” they answer “a water” Help. Solution. I show them the bottle of water and write “a bottle of water” then I open the bottle and pour some water on the floor and write “water” now they have understood. I think.
During the break Sokkea the person responsible for the project in loco arrives.
After the. Break which I spent taking photos and writing down the names of the children in the hope of remembering them I go on to my third lesson.
We quickly go through days and months again. Then explain there are 7 days in a week and 12 months in a year. They are quick, they are getting it. Their teacher says my teaching method is more structural than his but he doesn’t know I have been teaching since he was a little boy.
We pass on to animals. I have one little boys who is very bright and he already knows most of them, he is the only boy so the girls let him get on with it, though I brought him up with, gorilla, hippopotamus and rhinoceros. but that is understandable who has ever seen them in Cambodia.
I’m really pleased because the girls, who yesterday were so timid are getting to know me and have more confidence, in particulate when we end the lesson with “head, shoulders, knees and toes” always a winner.
Finished. I’ve dragged myself to the hotel bar and it’s Happy Hour. But if there are any errors it’s not the fault of the Mojitos I am drinking but the automatic corrector.
Goodnight.

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