JH Agent 006 and a half + 6 Marzo 2018/6 March 2018

Stanotte a giudicare dai pozzanghere ha piovuto ancora forte ma io non ho sentito niente. Mi sto mettendo in riga e non ho dimenticato niente. Poco dopo il mio arrivo al centro arriva anche Sokkea in motorino. Così invece di stare con i bambini mini ho passato la mattina con lui e Channa per questioni amministrative, organizzative, più che altro per quanto riguarda la mia missione. Quando porto al mare I bambini, quando facciamo il pranzo e cosa facciamo da mangiare, quando porto al ristorante un gruppo di bambini SAD, quando distribuisco I vestiti che ho portato. Mese prossimo c’è il capodanno Khmer e grande festa. Sokkea suggerisce di  portare I vestiti verso la fine del mese così avranno vestiti nuove per quell’occasione. Vestiti nuovi! Ma sono tutti di secondo mano! Vero che sono sempre meglio dei vestiti che alcuni bambini portano. Avendo detto questo devo aggiungere che la maggiorazione dei bambini sono vestiti molto meglio di quando ho cominciato a frequentare il Centro nel 2014. / Judging from the puddles it must have rained hard again last night but I didn’t hear a thing. I’m getting in line and didn’t forget anything this morning. Shortly after my arrival at the Center Sokkea arrived on a motorbike. So instead of staying with our mini children I spent the morning with him and Channa going through questions on administration and organisation, mainly about my mission. When are we going to take the children to the sea, when are we going to have the lunch time party for all the children and what are we going to give them to eat, when am I going to take a group of DAP children to a restaurant, when am I going to bring the second hand clothes for distribution. Next month is Khmer New Year and a big national holiday. Sokkea suggests that we distribute them towards the end of the month so that they have new clothes for that occasion. New clothes! They are all secondhand! True that most of them are better than what some of the children are wearing. Having said that I must add that most of the children are much better dressed than they were when I started to come to the Center in 2014.

 

Questo lavoro ci porta fino al ora di pranzo. Spariscano tutti, niente lezioni per gli insegnanti ed io sto qui con il mio diario da scrivere ed I miei due biscotti di cereali. Al ritorno di Sokkea rischiamo entrambi andando al “bar” per un caffè. Il rischio sta sia nel ambiente del bar sia nel andare in moto. Ho sempre avuta una paura tremenda andando in moto anche per una distanza così corta e su una stradina di campagna ma la difficoltà più grande e salire e scendere. Non ho più vent’anni, da un bel pezzo, e gli uomini al bar fanno una bella risata alla mia discesa difficoltosa. Giuro che a salire non gli darò l’opportunità di ridere. Infatti dopo un caffè servito con il tè seduti sul tavola che mi dicono Franco usa come letto quando e qui salgo dignitosamente. Non così la discesa al Centro. Nonostante Sokkea piega il motorino la mia gamba fa molto fatica a sollevarsi sopra la sella. La prossima volta lo faccio fermare vicino il muretto che sta intorno agli alberi e provo scendere così. / This work takes us up to lunch time. Everybody disappears, no lessons for the teachers and I’m left on my own with my diary and my two cereal biscuits. When Sokkea returns we both run the risk of going to the “bar”on the motorbike for a coffee. The risk is both in the ambience of the bar and me going on a motorbike. It’s not so much that I’ve always been scared stiff of going on a motorbike even for such a short distance and on a  small country road, the biggest difficulty is getting on and getting off. I haven’t been twenty years old for quite a few years now and the men at the bar have a good laugh at my antics at getting off. I swear I won’t give them the same opportunity when I get back on. In fact after a coffee, served with tea, sitting on the table that I am told Franco uses as a bed when he is here I mount with dignity. Not so getting off at the Center. Despite the fact that Sokkea leans the bike sideways my leg just doesn’t want to know about coming over the seat.  Next time I’ll get him to stop near the little wall that has been built round a tree and I’ll try getting off that way.

 

Prendo in mano la classe di Sony e lasciando da parte il libro che stanno usando passiamo a dei fogli che ho portato dall’Italia e fatto fotocopiare ieri sera in un negozio vicino alla rotonda del cavallo bianco. Facciamo I componenti della famiglia. Prima scrivere su la lavagna I componenti principali e loro copiano. Poi passare alla parentela con zio e zia. Ho lasciato perdere nipoti e cugini diventava troppo difficile da spiegare. Distribuisco foglio con disegni di persone e sotto I nomi della famiglia dai nonni ai figli. Devano tracciare una riga per collegare le figure con le parole. Mi guardano senza capire. Rispiego. Ancora niente. Sony spiega in Khmer. Nulla. Prendo un foglio e faccio vedere. Illuminazione e si mettano a lavorare. Prima fase superato. La seconda e molto più difficile, sotto ci sono tre caselle: maschio, femmina, entrambi. Devono scrivere il nome del parenti nella casella giusto. Per esempio “padre”va sotto maschio e così via. C’è la fanno ma non è stato facile. Ma ritengo che se e facile non stanno imparando! Sorpresa,  trovo sull’ultimo banco Vannak. Il mio poliziotto. Dovrebbe essere alla scuola secondaria ma sembra che oggi non ha lezioni. Non capirò mai la scuola qui. La sua scritture e sempre orrenda. Non capisco, quasi tutti gli altri bambini scrivano bene adesso, con lui ed altri due più grande faccio fatica a leggere. Come aiutarli? Non lo so visto che non frequentano il Centro regolarmente. / I take on Sony’s class leaving to one side the usual book and working with worksheets I have brought from Italy and had photocopied last night in a new shop near the white horse roundabout. We are doing members of the family. First I write the main names on the whiteboard and they copy them. We carry on to the relationship of aunt and uncle. I leave nephew, niece and cousins well alone, far too complicated. I pass out sheets of paper with pictures of family members and the relative names written below. They have to connect the pictures to the correct names. They look at me with no light of comprehension. I explain again. Still nothing. Sony explains in Khmer. Nothing. I take one of the sheets and demonstrate. Okay now they have got it and they settle down to work. First step done. The second is much more difficult. Underneath there are three boxes entitled “male, female, both” they have to write the name of each family member in the correct box. For example “father”goes under male and so on. They get it but it wasn’t easy. Surprise, in the last row of desks I find Vannak, my policeman. He should be at secondary school but it appears that today he has no class. I never will understand the school system here. His writing is still terrible. I really don’t understand. Now most of the children write pretty well but with him and two other older boys I have great difficulty in reading their writing. How to help them? I really don’t know as they don’t come to the Center on a regular basis anymore.

 

In seguito alla pausa merenda mi metto con la classe di Kimheap. Stanno studiando la parola “nose”  fino a “il mio naso e fra I miei occhi” non male quando penso al livello dell’anno scorso. Controllo tutte le scritture, vanno tutti bene, ma dove hanno imparato in così poco tempo? Una volta scritto faccio cambio con Kimheap per la lettura e la pronuncia. Con certe lettere hanno problemi, in particolare con la “r”. Ridano quando faccio ripetere una parola più volte finché sono soddisfatta. Poi passo tutta la classe a farlo dire uno ad uno. Se qualcuno sbaglia e faccio ripetere finché e corretto altre risate, un po’ cattivo magari ma non è la loro intenzione infatti il/la primo/a a ridere e proprio il/la bambino/a in questione.  Cancello quello che è scritto su la lavagna per fare venire fuori I bambini a scrivere. Tutti alzano la mano “teacher, teacher, teacher” il bello e che non sanno quale parola li farò scrivere e a volte arrivano alla lavagna e quando dico una parola mi guardano in orrore. Ma non sono una strega cattiva, se proprio non c’è la fanno li do una parola più facile. / Following the break I join Kimheap’s class. They are studying the word “nose” up to the phrase “my nose is between my eyes”, not bad when I think of the level they were at last year. I check their writing, all okay, where have they learnt in such a short time? Once they have finished writing I take over from Kimheap for reading and pronunciation. They have difficulty with certain letters particularly  “r”. They laugh when I make them repeat a word over and over until I am satisfied. I then pass all the class one by one asking them to repeat the word. If anybody makes a mistake and I get them to repeat the word until they get it right more laughter, it might seem cruel but they don’t mean it that way in fact the child in question is one of the first to laugh. I cancel everything on the white board so I can ask the children to come out and write on it. All hands go up “teacher,teacher,teacher” the funny thing is that they don’t know what word I will give them and when they get to the board and I say a word they sometimes look at me in horror. But I’m not a bad witch, if they really can’t do it I give them an easier word.

 

Oggi ho chiesto a Mr. Dom di venire a prendermi alle 17 invece che le 16,30 così posso rimanere e assistere al saluto serale con tanto di rimproveri da parte di Channa,  se ci sono da fare e l’inno nazionale. Oggi la sento dire il mio nome ed un coro di “si”. Mi spiega che ha chiesto se sono contenti che io sia qui ad insegnare. Amori. Infatti dopo l’inno nazionale non rompano le file ma guardandomi supplicando fanno segno di fare “head, shoulders, knees and toes”  chi ha visto il filmato sul mio Facebook hanno avuto da dire perché l’hanno fatto con su i zaini, ma loro raramente si separano dai loro zaini. A rivedere il filmato, fatto da Channa mi viene da ridere a vedere I più piccoli, che non conoscono ancora questa canzone, a seguire con concentrazione I più grandi. Non smetterò mai di dirlo, lavorare, no, giocare  con questi bambini scalda il cuore. / Today I have asked Mr Dom to come and pick me up at 5pm instead of 4,30pm so that I can stay and assist in the evening “goodbye” ritual with any telling off done by Channa if it is necessary and the National anthem. Today I heard her say my name followed by a chorus of “yes”. She explains that she has asked them if they like having me here to teach. Love them. In fact after the National anthem they don’t break lines as usual but look at me pleadingly and making signs they want me to sing “head, shoulders, knees and toes”,those who saw the film on my Facebook had something to say about their doing it with their school bags on their shoulders but they will rarely be separated from their rucksacks. Watching the film, made by Channa, I have to laugh seeing the little ones, who don’t know the song, following the older children with great concentration. I’ll never cease to say it, working, no playing, with these children warms the heart.

 

Dopo tanti abbracci e baci torno in albergo per cena e scrivere il diario. Ma stasera ho un diversivo. Mentre sono sdraiato sul letto a scrivere vedo qualcosa muoversi su la finestra della veranda . Guardo attentamente. Mi rendo conto che è una rana. Sarà fuori ma per sicurezza vado a controllare. No, e dentro e salta dalla finestra sul tendone. Cosa fare? Idea – simultaneamente apro la finestra della veranda e tiro la tenda. Sarà abbastanza intelligente di prendere questa via d’uscita che lo offro. Quando vado a cena controlla finestra e tenda da fuori e non vedo niente. Perfetto e una rana intelligente. Ceno e torno in camera. Mi inchino per attaccare la spina e caricare il cellulare ed a 10 cm dal mio naso, posato su un pacco di bambagia mi sta guardando tranquillamente , la rana. Adesso non è che mi fa paura, ma l’idea che magari durante il buio profondo della notte decide di trasferirsi a letto devo ammettere mi fa un po’ schifo. Guardò in giro per un idea di come liberarmi. Il cestino in bagno, ha pure una coperchio. Lo invito a saltare dentro e lo fa, ma evidentemente non è il suo ambiente e prima che ho il tempo di mettere il coperchio salta subito fuori, su la mia gamba! Per fortuna anche quello non lo garba. Forse perché caccio un urlo da femmina. Ma dove e andato, non lo trovo più. Va bene non posso stare su tutta la notte a cercare una rana. Tu stai nel tuo spazio ed io nel mio e possiamo convivere. Ma guarda, vado verso la porta per spegnare la luce ed e li sul muro. Stupido rana non c’è posto migliore per catturarti. Recupero il cestino ed una busta di plastica rigida, cestino sopra di lui sul muro, busta scivolata per coprire il cestino, controllo che è dentro, SI. Apro la porta e lo libero sul prato. Non mi ha neanche ringraziato, possibile che li piaceva l’aria condizionata della stanza. Vado a letto più tranquilla finché mi balena un idea…. Ma avrà avuto una compagna o compagno? / After lots of hugs and kisses I go back to my hotel for supper and to write my diary. But this evening I have a distraction. As I am lying on the bed writing I see something move on the veranda window. I keep an eye on it. I realise it is a frog. It must surely be outside but I go and check. No, it’s inside and it jumps from the window to the curtain. What to do? Idea – I simultaneously open the veranda window and close the curtain. It will certainly be intelligent enough to take this way of escape I am offering. On my way to supper I check the window and curtain from outside. No sign of it. Perfect, an intelligent frog. I have dinner and go back to my room. I bend down to plug in my cell phone and there, sitting on a roll of cotton wool about 10 centimetres from my nose, calmly watching me is the frog. Now it’s not as if I’m afraid of it, but the idea that in the deep darkness of the night it might decide to come and share my bed I must admit disgusts me. I look around for an idea of how to get rid of it. The bathroom bin, it’s even got a lid. I invite it to jump in and it does, but it is obviously not it’s ambience because before I have time to slam the lid on it jumps out again, onto my leg! Fortunately that isn’t to his liking, could be because I launched a female scream. But where did it go? I can’t find it anywhere. Okay, I can’t spend all night looking for a frog, I’ll respect my space and you respect yours and we can live in harmony. But look, just as I am going to switch out the light I see it on the wall. Stupid frog that’s the easiest place for me to capture you. I go back for the bin and an envelope of stiff plastic, bin over him on the wall, slide the plastic down the wall to cover the bin, control that he is in there. Yes. I open the door and set him free on the grass. He didn’t even thank me, could it be possible he was enjoying the cool of the air conditioned room? I go to bed satisfied until an idea flashes through my mind…… what  if he had a companion?

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