JH Agent 006 and a half 18 gennaio 2017

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Altro che vacanze in Cambogia. Ieri sera tornata al Spring Valley verso le 17 mi sono messa subito a scrivere il “reporto” giornaliero con solo una pausa per farmi una doccia. Sono andata avanti anche durante il pranzo, so che non si fa ma ero da sola nel ristorante ed i deliziosi Crispy Phnom Penh noodles scottavano. Ho finito alle 22.
Dopo una notte ristoratrice di sonno sveglia alle 6,45, veloce colazione e via per il centro.
Sono stata subito assalita da ragazze che volevano che facevo le foto. Subito accontentate. Franco non chiede altro. Poi ho fatta la furba, ho fatto scrivere da loro i nomi in ordine di foto, con un po di fortuna riuscirò ad imparare ancora qualcuno.
Stamattina ho cambiato la classe, invece di essere con i piccolini sono con i ragazzi un po più grandi che mi conoscono già. Siamo ancora al corpo umano e con la mia solita telepatia avevo portato proprio due schede con il corpo umano.  Ci sono di quelli sveglissimi che finiscono il lavoro in un attimo e comincia la chiamata “teacher, teacher finished” se non rispondo subito cambiano a “Jane”. Altri sono un po più lenti e hanno bisogno di aiuto o mio o da i compagni di banco, ma nessuno rifiuta di aiutare, sono loro che non voglio essere aiutate, vogliano arrivare da soli. Siamo passati ad animali. Io mostro i flash cards e loro mi devono dire che animale e, poi scelgo qualcuno, tutti i mani sono alzati, per venire e scrive alla lavagna. Alzano la mano anche se non lo sanno scrivere, ma va bene così, altrimenti come fanno ad imparare. Per ultimo il gioco di “cosa avete visto allo zoo” quando sono stati portate in gita. Ad uno ad uno sono venuti a scrivere e sono state bravissimi. Mi meraviglio, non ogni volta che vengo, non ogni giorno ma ad ogni lezione quanto entusiasmo questi ragazzi mettano nel imparare fuori dalla scuola statale. Siamo in mezzo alle risaie, vengano tutti da famiglie veramente poveri e vengano qui non solo per l’aiuto che diamo, non solo per giocare o per la merenda ma VERAMENTE vogliano studiare. Sono da ammirare.
Non dovevo lamentarmi della pausa pranzo lungo. Oggi sono stata chiamata da uno degli insegnanti per aiutarlo con i compiti per l’università. Poi mi sono messa a scrivere il diario mentre mangiavo il mio biscotto. Mano mano che scrivevo arrivavano i ragazzi del pomeriggio e si mettevano dietro di me affascinati dal lavoro sul tablet. È così in un lampo la pausa è finito.
Nel pomeriggio la classe dei mestiere. Ogni uno con una carta dei mestieri. Ogni uno che doveva venire a la lavagna e scrivere chi era, poi comincia il gioco. Fuori a due alla volta. Il primo chiede al secondo se fa il proprio mestiere, logicamente devono dire che non fanno quel mestiere ma aggiungere il mestiere che hanno in mano. Poi essendo un insegnante cattivissima, tolgo le carte, cancello dalla lavagna l’elenco dei mestiere e gli chiamo uno ad uno a scrivere un mestiere. Panico. Chi sa perché meccanico era l’ultimo ad essere scritto.
Pausa, ma che pausa altri consigli al insegnante. Ma non mi lamento sono stata io ad offrire di aiutarli.
Tempo per i più piccini e quelli che hanno comunque problemi di scrittura. Sono sempre più cattiva. Chiedo che mi scrivano le prima lettere senza che io gli scrivo su la lavagna. Ma mi fregano, lo sanno fare benissimo, anzi capito il gioco ci sono quelli che mi precedano ed una volta che do l’okay alla A si mettano già scrivere – Bb -. È commovente vedere come alzano le lavagne per la mia approvazione e di quanto sono orgogliosi quando do un “molto bene” o se volete un “very good” Devo aggiungere tutto questo su una lavagnetta verde piccolo piccolo con un mozzicone di gesso così piccolo che non lo si vede nella mano. L’insegnante ha distribuito dei nuovi, ma loro l’hanno rotti in più pezzi per condividere con gli altri. Ma in che mondo sono finita?  Risposta: una mondo pieno di meravigli. Certo non sono ingenua, sono tante cose che non funzionano, ma i bambini sono il futuro è questi promettano bene.

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This is no Cambodian holiday. Last evening I arrived back in Spring Valley around 5pm and got straight down to writing my daily report with just a pause to have a shower and get changed for dinner. I carried on over dinner even though I know it’s not the done thing but I was on my own in the restaurant and my delicious Crispy Phnom Penh Noodles were boiling hot. I finished at 10pm.

Following a restoring nights sleep awake at 6,45, quick breakfast and off to the center.
I was immediately assailed by girls who wanted me to take their photos. No problem. Franco asks for nothing better. Then I craftily asked them to write their names in the order the photos were taken, with a bit of luck I might learn them before I leave.
This morning I have changed classes, instead of being with the little ones I’m with older children who already know me. They were learning the human body and with my usual telepathy I just happened to have brought with me two work sheets on the subject. Some of them are so wide awake they finish in a flash and start calling “teacher, teacher finished” and if I don’t give an immediate answer they change it to “Jane”. Others are a little slower and need help, or from me or from the person sharing the desk with them,nobody refuses to help them, but it’s them who don’t want help, they want to work it out themselves.

We changed the subject to animals. I show them some flash cards and they have to tell me if they know the name of it, then I choose somebody to come and write the name on the board. They put their hands up even if they don’t know how to write it, but that’s okay, otherwise how would they learn? Last game is “what did you see at the zoo?” where they were taken in November. One by one they came and wrote and they we surprisingly good. It amazes me, not every time I come here, not every day but at every lesson how much enthusiasm of these kids have for learning outside the state school. We are in the middle of rice fields, they all come from very poor families and they come not just for the help we give them, not for the snacks or games, they TRULY want to study. They are to be admired.
I never should have complained about the long lunch pause. Today I was called by one of the teachers to help him prepare his homework for his university studies. Then I set to writing my dairy while I ate my biscuits. Slowly, slowly while I was writing the afternoon children arrived and gathered behind me fascinated by my work on the tablet.so in a flash the pause was over.

In the afternoon the “jobs” class. Each one with a jobs flash card. Each had to come to the board and write “I am …” the job they had on their card, then the fun began. Stand up in pairs, chosen by me. The first had to ask the second if he was a – the name of the job he/she had in their hand. Of course at this point the second had to give a negative reply and say what they actually were. Then, being a nasty teacher, I take the cards away and cancel from the board the job names. Then call them one by one to write the name of a job. Panic. Who knows why “mechanic”  was the last one to be written.

Break. Your joking, the teacher hadn’t finished with asking my advice. I shouldn’t complain I did offer it to them.
Time for the little ones and those who however have a problem with writing. I’m still a really horrid teacher. I ask them to write the first letter without my example on the board to follow. But they beat me at my own game, they now perfectly well how to do it, in fact they caught on straight away to my game and the faster ones started the letter B once I had given them the okay for A. Its touching to see how they hold up their writing boards for my approval and how proud they are when I say “very good”. I must add that all this is done on a tiny board with a scrap of chalk so small I can’t see it in their hands. The teacher bought out some new chalks but the kids immediately broke them into little pieces to give to the others. In what type of world have I ended up? Answer: a world full of marvel. Certainly I’m not Ingenue, there are plenty of things that don’t work, but children are the future and these children are full of promise.
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