Cambodia or bust 2017 – 5 Dicembre/5 December

Partenza della giornata come usuale alle 7.30 e dopo una rapida colazione ci avviamo verso Domnak Chamboak. Oggi incontro con i genitori e i nonni dei bambini del Centro e dei cosiddetti Non Center e piccolini.

Tocca innanzitutto a me parlare. Molti di loro non mi conoscono ancora, visto il ricambio che anche durante quest’anno c’è stato, sia con il passaggio di diversi ragazzi alle scuole secondarie, sia con l’introduzione di nuovi bambini ogni volta che veniva aperto un nuovo Sostegno a Distanza.

Come ormai usuale spiego qualcosa della mia famiglia e del motivo per cui è nata la nostra associazione, la voglia di ridare alla Cambogia qualcosa in cambio del grande tesoro che la Cambogia ci ha donato, i nostri figli. Non perdo mai l’occasione, durante questi incontri, di ringraziare ed al tempo stesso esortare i genitori perchè mandino a scuola i loro bambini. Qui non è tutto così scontato, visto il bisogno che c’è sempre nei campi, in particolare nei mesi del raccolto come questo periodo. Quasi tutti i bambini vanno a dare una mano nelle risaie, perchè gran parte del lavoro viene fatto manualmente. Solo quest’anno mi è capitato di vedere nei campi più grandi, un macchinario simile alle nostre mietitrebbie, anche se di dimensione decisamente più contenuta. Per i bambini un’attrazione irresistibile, da andare a vedere come se fosse una giostra o un enorme giocattolo.

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Subito dopo la fine dell’incontro abbiamo un appuntamento con il Direttore della Scuola Secondaria per discutere del reinserimento della nostra Mao You. Da un paio di mesi era andata a lavorare in un ristorante a Phnom Penh, insieme ad altre due amiche del villaggio, ma i genitori hanno voluto a tutti i costi riportarla a studiare. Il problema da superare è che nel frattempo l’hanno cancellata dalle liste degli studenti iscritti e le liste sono state presentate al Ministero per l’Istruzione alla fine di novembre.

Devo dire che un po’ di preoccupazione c’è quando il Direttore inizia a parlare molto serioso. Io ovviamente non capisco e posso solo intuire dal tono della voce e dalle espressione dei visi. Sokkea spiega chi siamo e cosa facciamo. La mamma spiega quello che è successo a causa del bisogno della famiglia di aiuto da parte di You. Ma loro intendevano che l’aiuto fosse dato qui, al mercato che dà sulla strada Kep-Kampot, non andando via a Phnom Penh. Probabilmente proprio il non avere più con loro la loro bambina, perchè di bambina si tratta, è stata la scossa che li ha spinti ad andarla a recuperare nella capitale e a riportarla al villaggio.

Pian piano la tensione si scioglie e i sorrisi iniziano ad apparire sui volti. Allora capisco che è andata. Sono davvero contento per You e per la sua famiglia. Questa missione per vari motivi mi ha portato ad essere loro molto vicino.

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Da domani You ritornerà quindi a scuola frequentando il primo anno della scuola secondaria. Noi forniremo le due uniformi necessarie. Un rapido contatto con l’amica che è il suo sponsor SAD ed arrivano anche la bicicletta, necessaria per andare avanti e indietro da scuola, dato che quella che c’è in famiglia serve alla mamma per andare al porto di Kep per procurarsi il pesce che poi fa affumicare al sole e vende al mercato. E poi anche un sacco di riso che va ad aggiungersi a quello che abbiamo già deciso di stanziare noi dal nostro budget.

Quando usciamo dall’ufficio del Direttore sono quasi le 11 ed è ormai ora per i ragazzi di rientrare a casa per la pausa di pranzo. Poi torneranno per la seconda parte della giornata verso le 14. E molti poi alla sera andranno a scuola di inglese, molti al nostro Centro, alcuni in una delle varie scuole d’inglese sparse nella zona.

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Prima di rientrare al Centro, passiamo a casa di You. Si trova proprio all’inizio del villaggio e della strada che porta al nostro Centro. Una povera casa fatta di lamiera e foglie di palma. You va a recuperare il fratellino che adesso è stato ammesso tra i piccolini al nostro Centro. Usa la bici della mamma. Accanto alla casa, le assi su cui viene essiccato il pesce che poi viene venduto, così come viene raccolto dalle assi, al mercato. La mamma di You ne dà un sacchetto anche a noi, come segno di ringraziamento per quello che stiamo facendo per loro. Impossibile dire di no.

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Ma prima di fermarsi per la pausa, ancora un paio di visite. La prima a casa di Srey Kean, a vedere come proseguono i lavori per la casa e accordarsi su cosa lo sponsor può contribuire, oltre che a portare una sacco di riso.

Giochiamo con i bambini. Una piccola non ne vuole sapere di venire in braccio da me e non appena mi avvicino si gira e parte come un razzo verso la nonna.

Come premio riceviamo noci di cocco appena tirate giù dalle palme sopra le nostre teste. Un bel brindisi al cocco, proprio come quello che facemmo nel 2014 al nostro vecchio Centro. Un brindisi ai bei ricordi e alle nuove avventure che ci aspettano. Ora di ripartire verso la casa di Somphors per la consegna anche a lei e a sua mamma di un sacco di riso.

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La casa di Somphors si trova a circa 500 metri dalla strada e Sokkea e il nostro tuk tuk driver si alternano a portare a spalla il sacco di riso da 50 kg. Quando arriviamo Somphors sta facendo una doccia (ovviamente una doccia cambogiana, fatta prelevando da un contenitore una scodella alla volta per darsi una rinfrescata). Sta crescendo davvero in fretta e la morte del papà qualche mese fa non fa che spingerla verso la vita adulta.

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La mamma qualche giorno fa ci aveva detto che Somphors ha bisogno di una bicicletta perchè quella che ha è veramente al lumicino. Gliene abbiamo comprata una nuova e basta guardarla in queste foto per capire quanto ne sia contenta.

E’ bellissima, con i suoi capelli lunghissimo che le arrivano in fondo alla schiena. Quando mi saluta prima di tornare verso la scuola per le lezioni del pomeriggio mi dà uno di quegli abbracci che davvero ti fanno sentire tutto l’affetto e la riconoscenza. La trovo cambiata rispetto agli scorsi anni. Lei che era sempre sbarazzina e che mi prendeva in giro. Quasi un po’ furbetta. Ora è completamente diversa. Genuina nelle sue dimostrazioni di affetto. Quando mi saluta ha quasi le lacrime agli occhi. Le dò un bacio su una guancia. Davvero mi spiace tanto per la perdita del papà.

Ora di ripartire. Emozioni. Tante emozioni. Ma c’è sempre ancora tanto da fare.

Nel pomeriggio approfitto per fare un po’ del io lavoro a computer. Mao You passa al Centro a mostrarci le uniformi scolastiche che ha comprato con il nostro contributo. Ancora qualche foto. Il piccolo grande Vannak mi tiene d’occhio e segue con attenzione quello che sto facendo. Un selfie è il minimo che gli possa regalare.

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A fine giornata, sulla via di Kampot ci fermiamo a casa di Mao You a consegnare il sacco di riso che abbiamo deciso di donare con le nostre risorse, al quale si aggiungerà quello donato dallo sponsor SAD.

Sul fuoco in una pentola annerita dalle fiamme stanno bollendo della verdura, da mangiare con il pesce essiccato. Facciamo l’usuale foto tutti insieme davanti al riso donato.

Il papà, mentre stiamo venendo via, mi fa un cenno e con mia grande sorpresa mi abbraccia. Non è così tipico da queste parti. Emozioni. Tante emozioni.

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E ancora una volta…. Cambodia or bust vi attende domani per la prossima pagina del diario.

 

 

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