JH Agent 006 and a half 29 gennaio 2017

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bandiera-itaDomenica giornata di shopping. Andando nel ristorante alle 7,30, orario di apertura, speravo di trovare poca gente invece era già pienissimo. Ieri tutti prendevano uova fritte ed io ho preso un crêpe con cioccolata, tanto per non fare la fila. Stamattina erano tutti in fila per i crêpes allora ho preso le uova fritta! Alle otto e mezza partenza per il centro dove abbiamo caricato Mr To, Theara, Bunthy e Samphors e via per Kampot a circa 17 km di distanza. Ogni anno per i ragazzi questo viaggio è un avventura. Abbiamo giocato a scegliere le case più belle, Theara e Bunthy mi hanno fatto vedere la loro scuola, abbiamo passato due fiorai e le ragazze si sono eccitate tantissimo. To mi ha spiegato era perché li piacciano le rose ma costano molto.
Si arriva a Kampot e l’ormai familiare rotonda con una statua del frutto durian. Dicono che è buono, ma ha un odore tremendo, tanto che c’è sempre il divieto di portarlo negli alberghi.
Arrivati al mercato andiamo per prima in un negozio d’orologi, non vedo niente che mi ispira. Tutti esposti su supporto Seiko ma poi Seiko non erano. Inoltre la negoziante era proprio antipatica e ho deciso di andare da un altro parte. C’è un altro negozio nel mercato coperto. Un posto caotico e caldo dove bisogna stare attenti dove si mette i piedi perché il pavimento nasconde molte insidie, in particolare per uno come me che è famosa per le cadute rovinose. Per fortuna ho il mio Bunthy che mi tiene per mano e mi guida. Ma anche questa bancarella non aveva niente di qualità come avevo comperato a Phnom Penh per un altra bambina. Poi le ragazze sono testarde, voglio quello, ma no non è un bell’ orologio, cosa ne dici di questo? NO! Allora prendi quello che ti piace, l’anno prossima saremo ancora qui a comperare orologi, anzi no, li prendo prima a Phnom Penh.
Passiamo al negozio di vestiti, sempre quello, ogni anno. Pantaloni e camicia per la scuola per Bunthy, più una camicia che li piaceva tanto ed una bella giacca perché nel tuk-tuk aveva freddo. Le ragazze. Ma noi donne a fare le spese! L’unica cosa che Samphors mi sa dire che vuole e un completo sportivo, tipo da calcio, pantaloni bianche e maglietta blu, anche questo ogni anno, poi anche per lei una bella giacca di un giallo molto vistoso che come l’ha visto si è illuminata la faccia. A Theara avevo detto orologio e basta considerando che avevo già portato regali dall’Italia. Infatti è stata li buona buona e non mi sembrava giusto. Quando il negoziante ha tirato fuori una giacca rosa shocking mi ha guardato con una faccina che diceva SI, non c’era bisogna di chiederla se le piaceva. Poi Samphors ha detto che le servivano scarpe/sandali. Il negozio era a due passi. Bunthy, come sempre ha trovato subito qualcosa che li piaceva, le ragazze continuavano a scegliere scarpine di plastica con la suola sottilissime è tutto pieno di fiori e lustrini. Mi sembrava di essere cattiva e dire di no ma sono totalmente inadatte al ambiente dove vivano. Theara cercava di tirare fuori sotto tutto il muccio rischiando di far crollare tutto. Alla fine ho detto che avremo preso solo quelli di Bunthy e guardato altrove per loro. Ma probabilmente non hanno capito bene e pensavano di andare via senza ed in quattro quattr’otto hanno scelto scarpe adatte che avevo suggerito io.
A questo punto ero sudatissima e volevo solo uscire ed andare in un bar decente a prendere qualcosa da bere. Ma no, queste hanno la loro testa, la loro volontà, non sono più i bambini di quattro anni fa. Volevano la bibita di canna da zucchero, lì per lì nel mercato, ogni uno voleva pagare il suo. Okay vado anche per questa scelta è pago io, anche se devo dire mi è piaciuto il loro gesto d’indipendenza.
Fuori. Volevo andare a prendere pallone di calcio per il centro ma To mi dici che ne ha ancora di nuove. Allora ho solo un altro acquisto da fare, hammocks, uno per ogni famiglia. Ho preso giallo, blu e verde. Quando siamo arrivati al centro avevano già deciso il colore da prendere senza neanche una parola di discussione.
Foto di rito con i regali e tutti a casa a mangiare.
Oggi pomeriggio avevano ballo ma per oggi ho saltato.

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bandiera-inglese_pulsanteSunday. Shopping day. I thought that by going to the restaurant at7,30 when it opened I wouldn’t find a lot of people but it was full. Yesterday they were all having fried eggs so I had a chocolate crepe so as not to join in the queue. This morning they were all queueing for crepes so I had fried eggs!
Left for the center at eight thirty where we picked up Mr To. Theara, Bunthy and Samphors and off to Kampot about 17 km away. Every year this is an adventure for the children. We played at spotting the nicest houses. Theara and Bunthy pointed out their school, we passed two garden centres and the girls became very excited. To explained that it was because they love roses but they are very expensive.
We arrive in Kampot with its now familiar roundabout with the statue of a Duran fruit in the middle. They say it is very good but the smell is terrible, so much so that every hotel has notices saying it is forbidden to take them to the rooms.
On arriving at the market we go straight to a watch shop, I can’t see anything that takes my fancy. All displayed on Seiko stands but they are not Seiko. Also the shop owner is very unfriendly so I decided to try somewhere else. There is another shop in the covered market, a hot and chaotic place where you have to be careful where you put your feet as the flooring hides traps especially for people like me who are famous for making ruinous falls. Fortunately I have my gentleman Bunthy who holds my hand and guides me. But even this stall has nothing of quality, not like the one I bought in Phnom Penh for another girl. But the girls are stubborn, I want that one. No but that is not a good one. How about this? NO! Okay get what you want, next year we will be back buying another one, or no. I just might buy some in Phnom Penh before I come down.
We pass to the clothes shop. Always the same, every year. Trousers and shirt for school for Bunthy plus a very nice shirt he likes and a jacket as he was cold coming over in the tuk-tuk. The girls. We women doing shopping! The only thing Samphors can tell me she wants is a sports outfit, like football gear, white trousers and a blue top, this too is a constant every year, then she sees a bright yellow jacket and as she set eyes on it her face lit up. I had told Theara that if she wanted a watch there was nothing else as I had already brought two presents from Italy, in fact she sat there as good as gold and it didn’t seem fair. When the shop keeper fetched out a shocking pink jacket she looked at me with a face that said “yes please”, there was no need to ask her if she liked it.
Having finished here Samphors said she also needs some shoes/sandals. The shoes shop was right there. As usual Bunthy found something he likes straight away. The girls continued choosing plastic shoes with thin soles full of glitter and flowers. I felt bad saying no but they are totally useless for the ambience they live in. Theara kept trying to pull out shoes from the bottom of the pile risking bringing down the whole lot. In the end I said we would just buy the ones for Bunthy and look somewhere else for theirs. Probably they didn’t understand and thought they wouldn’t be getting any so in a blink of the eye they both chose sensible shoes I had suggested.
At this point I was sweating, or glowing as ladies do, all I wanted was to get out, go to a decent bar and have a drink. But no, these kids have their own ideas. They are no longer the children they were four years ago. They wanted a sugar cane drink, right there, in the market, everyone would pay for their own. Okay I go for this choice as well and I pay, but I must admit I liked their gesture of independence.
Out! I had wanted to go and buy footballs for the center but To said he still had some new ones. So I just had one more thing to buy, hammocks, one for each family. I bought yellow, green and blue. By the time we had got back to the center they had already decided who was having what and with no arguing.
Time for the ritual photos and everybody off for lunch.
This afternoon they had dance lessons but I didn’t stay.

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