Cambodia or bust n. 3 – 12 gennaio 2014

Don Bosco Guesthouse, Kep 12 gennaio 2014, ore 22.20 locali

Anche oggi la giornata è scivolata via in un attimo, dopo la partenza da Happy Land. Stamattina sveglia alle 6.30, poco dopo il sorgere del sole, con i bambini più piccoli che già dalle 6 erano in giro a giocare.

Tutti si affacciavano curiosi a vedere se mi ero già svegliato e di tanto in tanto la piccola Seyha passava davanti alla finestra della stanza dover ero ospitato, chiamando il mio nome perché mi alzassi.

Quando ho aperto gli occhi, la prima cosa che ho visto era qualcosa che camminava sulla sponda del letto sopra il mio: per fortuna era solo un piccolo geco, animali abbastanza comuni da queste parti e comunque inoffensivo.

La colazione insieme ai bambini che mi facevano le feste è stata davvero speciale. Riso con semi di soia, molto dolci, e un po’ particolari come colazione per noi occidentali. Per fortuna mi ha salvato Mr. Sansoon, il volontario di Hong Kong che, gentilissimo, mi ha portato un buon caffè per svegliarmi.

Questa mattina ad Happy Land era tempo di Messa, anche se non c’erano né preti né pastori. Una festa tutta gestita dai ragazzi che facevano da lettori, suonavano batteria e pianola, accompagnati dal direttore Vitou, e cantavano inni della Bibbia.

Quando ho salutato tutti prima di partire per Kep erano in piena attività, quindi un abbraccio ed un bacio ai ragazzi a me più vicini, e poi via, con l’appuntamento al 25 gennaio, quando passeremo ancora la giornata a Happy Land prima di tornare in Italia.

Nel frattempo Lele e Stefania erano in partenza per Siem Reap, dove sono arrivati questo pomeriggio e dove sono riusciti almeno a vedere il tramonto dal tempio di Phnom Bakeng, meta privilegiata ad Angkor per chi vuole godersi in relax la conclusione della giornata in Cambogia.

Siamo arrivati a Kep nel primo pomeriggio, dopo un viaggio di circa 2 ore e mezzo, con l’autista che ci raccontava del periodo di Pol Pot, che lui ha vissuto da ragazzo. La coscienza collettiva di questo popolo è ancora tutta permeata da quello che è stato un periodo da incubo nella storia di questo Paese. I bombardamenti americani, il colpo di stato di Lon Nol, l’ingresso a Phnom Penh dei Khmer Rossi, il periodo del cosiddetto Angkar (l’organizzazione), dietro il quale si nascondevano i capi Khmer Rouge, fino alla liberazione da parte dei (mai amati) vietnamiti. Tutto dalla viva voce di uno che ha vissuto sulla propria pelle cosa voleva dire essere asserviti ai Khmer Rossi. Storie che molti giovani cambogiani non hanno mai studiato, perché nei loro libri di storia questo capitolo è praticamente dimenticato.

E così il viaggio è scorso via in un lampo, con un velo di tristezza pensando ancora una volta a quello che questo meraviglioso Paese ha dovuto passare, nel totale disinteresse della comunità internazionale.

A Kep siamo arrivati alla Don Bosco Guesthouse, come dice il nome gestita dai Salesiani e inserita nell’ambito di un campus che ospita numerosissimi studenti e che è un centro di riferimento per l’istruzione superiore e le scuole professionali, non solo nella provincia di Kep.

La città non è molto grande ed è in fase di sviluppo per diventare la seconda località di villeggiatura sul Golfo di Thailandia, dopo Sihanoukville. Il pranzo lo abbiamo fatto in un piccolo ristorante, poco più che una baracca di legno, sulla riva del mare. La specialità locale è il granchio, che le donne di Kep pescano con delle grosse nasse a due passi dalla riva e poi portano sul pontile e al mercatino adiacente per la vendita. Non sono uno che va pazzo per pesce e crostacei, ma vi assicuro che una roba così buona non l’avevo mai assaggiata. Naturalmente, come in tutti i pasti cambogiani, il tutto era accompagnato dal riso bianco bollito.

Dopo aver sistemato finalmente il bagaglio, che a Phnom Penh non avevo nemmeno tolto dalla valigia, e dopo aver fatto il punto della situazione sul lavoro da svolgere nei prossimi giorni, siamo stati invitati dal Direttore della scuola a cena. Un pasto frugale (indovinate quale era la portata principale ……. per caso riso bianco?) ma generoso, in compagnia di altri due ospiti della scuola; una fotografa professionista esperta di foto di viaggi, proveniente dalla Bulgaria e la volontaria Alba, proveniente da Madrid che domani inizierà ad insegnare inglese ai ragazzi della scuola e che passerà qui a fare volontariato 3 mesi in attesa di decidere se fare il suo master dopo la laurea appena conseguita.

Domani incontro con i bambini di Kep e prime lezioni di inglese. Sono curioso di vedere come va. Mi hanno già avvertito che all’inizio i bimbi terranno le distanze, anche perché saranno un po’ intimoriti dall’arrivo di qualcuno nuovo e così grande e grosso come me.

Vedremo. Domani sera, a Signora Internet piacendo. Stiamo facendo i salti mortali per le connessioni internet. La rete è lentissima e spesso non ci si riesce a connettere. Chiudo perché sono nell’Internet Cafè del Campus e tra un po’ mi buttano fuori. A domani……

Un abbraccio a tutti.

Remember………. Cambodia or bust……… Once again (una volta ancora).

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