Cambodia or bust n. 5 – 30 maggio 2015

Oggi giornata a mezzo servizio. Mattinata libera e poi al Centro a lavorare un po’ con Sokkea, mentre i bambini fanno lezione di danza tradizionale khmer.

I piani del mattino prevedono un tuffo in piscina e poi lavoro a sistemare le foto e un po’ di cose dell’associazione. Il lavoro è stato totalmente confermato; la piscina, visto che quando apro la porta piove a dirotto, è ovviamente disdetta e rinviata.

Giornata tutto sommato tranquilla. Alle 11.45, come concordato, Sokkea viene a prendermi e ci facciamo una bella camminata fino alla piazza di Kep, vicino al Crab Market, dove mangiamo un boccone insieme. Poi io parto con il mio solito tuk tuk e lui con la sua moto e verso le 2 di pomeriggio siamo al Centro a Domnak Chamboak.

Le attività di danza non sono ancora iniziate perchè l’insegnante non è ancora arrivata. Un rapido giro di telefonate e si arrangia una lezione sostitutiva con due assistenti. Mentre io e Sokkea traffichiamo sui nostri lavori, in sottofondo va la musica tradizionale khmer. Il sottofondo è perfetto.

Quando finiscono la loro lezione, anche in vista dello spettaolo previsto per l’indomani, tutti i bambini sono ancora pieni di energia. La giornata è fresca e ventilata e aiuta a mantenersi vispi. I piccoli iniziano i giochi e si divertono come matti a fare un girotondo con mani e piedi intrecciati, a fare il gioco dell’anatra, con la piccola Sophea a capo del branco, a fare una sorta di tiro alla fune fatto con l’intreccio delle braccia. Si divertono davvero tanto pur con così poco. Sono i veri giochi che si facevano una volta anche da noi. Qui videogiochi e televisione, almeno per ora, non la fanno certo da padroni come da noi. E i giochi preferiti sono ancora tutti molto “fisici”. Loro sembrano fatti d’acciaio o di gomma, a seconda dei punti di vista. Pigliano botte a destra e a manca ma continuano a ridere a crepapelle.

Filmo con il telefonino i giochi e appena hanno finito loro corrono a disporsi intorno a me per vedersi nel filmato.

Verso le 4 e mezza arriva Mr. Yoeun da Phnom Penh con parte dei materiali da distribuire per l’International Children Day che festeggeremo il 1 giugno. Esattamente a due anni dalla prima festa fatta insieme dal nostro team cambogiano con questi bambini sulla piazzetta di fronte alla pagoda di Phnom Sosea.

Dato che il camioncino non può arrivare fino al cancello del Centro, perchè la strada è troppo stretta, ecco che scatta l’operazione trasporto. Tutti corrono al camioncino e ognuno si carica una scatola di detersivo, una confezione di asciugamani, una di rete anti zanzare. Sam Ath sta quasi per fare cadere una scatola di detersivo, con una smorfia curiosa di sofferenza sul viso e le dò una mano a portarla all’interno. Secondo giro, c’è altro da portare. Sono rapidissimi ed efficienti.

Il Centro è la loro seconda casa e rimangono fino all’orario del mio rientro a Kep con il tuk tuk. Quando vado via alle 5 e mezza c’è ancora un gruppo di irriducibili, Bunty in testa, che sta giocando a pallone. A domani, con lo spettacolo di danza tradizionale per festeggiare il mio arrivo e la domenica insieme. Non vedo l’ora di vedere all’opera il nostro corpo di ballo.

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