My name is Bond ……. Jane Bond n. 17 – 17 marzo 2015 Gita a Kampot

Altro giornata fantastica. Abbiamo fatto lezioni come sempre poi abbiamo diviso i vestiti che ci sono stati regolati e l’abbiamo divisi fra i ragazzi non SAD.
Certo quelli del torno mattutino sono stati più fortunati perché c’era più scelta di misure. Non tutti quelli del torno pomeridiano hanno trovato qualcosa, allora abbiamo dato dei vestite per i fratelli e sorelle minori. Le mutande. Avevo tutta una borsa di mutande per maschio. Adesso sappiamo che loro non gli usano. Solo la vista ha creato tanto di quel ridere, ma cosa ne sapevamo noi. Comunque chi con magliette chi con camicie chi con pantaloni sono tutti stati accontentati e Messi in posa per la foto di gruppo.

Nel pomeriggio grande avventura. Sono partita in tuk-tuk con tre bambini, con Sokkea a seguito in moto alla volta del grande metropoli di Kampot. Per privacy non dirò i nomi. Per loro era una grande avventura, la più piccola si guardava intorno meravigliata, la più vivace chiamava la nostra attenzione su tutto, le grande scuole, il fiume con i pescatore, le grande case. L’unico maschio cercava di guardare ovunque lei indicava . Quando ci ha passato Sokkea in moto ha creato un pandemonio, lo chiamavano ed ho dovuta tenerela per la gonna perché avrebbe voluto andare in moto con lui. I bambini lo vogliano molto bene anche se hanno molto rispetto per lui.

Arrivati a Kampot siamo scese al mercato e tenendoci strette, le due femmine  attaccati a Sokkea, il maschio che mi tenevo la mano perché aveva paura che mi perdevo. Tra molto eccitazione e non poco determinazione hanno scelto i loro regali per l’anno nuovo Khmer che cade mese prossima. Ho comperato altri cose per bambini in particolare difficoltà e ho perfino trovato il negozio dove l’anno scorso ho comperato i vari palloni degli quale rimane un mal ridotta pallone da volley. Dato che Sokkea aveva già provveduto a portare uno da pallone ho preso solo uno da pallone e due da volley. Domani sarà festa. Adesso che le risai sono secche vanno fuori dal centro per giocare a pallone.Acquistati altri provvisti per il centro il nostro tuk-tuk era carica come un vero tuk-tuk Cambogiano, mica un mezzo di trasporto per turisti. Questo mezzo, con il suo carico, tre bambini Cambogiani che cantavano in inglese ed una sig.ra con i capelli bianchi ha attirato non pochi sguardi curiosi lungo la strada di ritorno.
Questa è la parte divertente. La parte struggente sono le due Sig.re anziane che sono arrivate uno con un maschio di sei anni che vorrebbe inserire nel centro. I genitori lavorano in Tailandia e tornano solo un paio di volte all’anno. L’altra nonna è arrivata anche lei con un bambino di sei anni ed una femmina di due con lo stesso problema, ma questi genitori lavorano in Vietnam a tornano si e no una volta all’anno. Sokkea ha promesso di mandare qualcun a casa loro per fare le schede. Poi ci sono le ragazzine che devono lasciare il centro per curare i fratelli e sorelle minori. Abbiamo fatto tanto qui per A Shade for Children, ma c’è ancora tanto da fare.
Una giornata che ne io che i bambini dimenticherò facilmente. E domani è un altro giorno e promette bene. Ma dovrete aspettare la prossima puntata per sapere perché.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: