JH Agent 006 and a half 17 gennaio 2017

Colma della carica di ieri parto per aspettare il mio tuk-tuk. Non arriva. Vado alla fine della strada, diciamo della sterrata, ecco che arriva e capisco perché è in ritardo, il mio giovanotto è stato rimpiazzato da suo “fratello” il ben conosciuto in questi ultimi anni e battezzato da me “guardò in giro”. Infatti è quello che fa, al discapito dell’andamento del mezzo che va a zig zag. Adesso mi accorgo che la strada, sotto ricostruzione da ben quattro anni e QUASI finito. Manca solo un pezzo con una striscia di vecchio asfalto in mezzo e terra battuto ad entrambi lati. Questo è un sollievo, mangio meno polvere.
Arrivo e oggi nessuno mi viene incontro finché non sono nel cortile.
Prima che posso iniziare arrivano dei miei studenti degli anni passati reclamandomi per fare lezioni d’inglese ma loro hanno una lezione di khmer.  Mi dispiace, mi sembra giusto continuare il mio rapporto con loro allora mi metto d’accordo con Mr To insegnate e responsabile in sito per fare invertire la loro lezione d’inglese che si tiene alle 7.30 e non riesco proprio essere qui a quell’ora, con quello di Khmer. Ma siccome non vorrei neanche lasciare i miei piccolini concordiamo Lunedì e Venerdì con i piccoli, Martedì, mercoledì e giovedì con i più grandi. Contenti tutti.
Prendo in mano la mia classe di piccoli e iniziamo a cantare ABC. Passiamo alle tre parole imparati ieri: airplane, baby, car. Aggiungo tre nuovi: dinosaur, elephant, fountain. Mi chiedo da dove questi libri prendano dei parole così utile. Aggiungo dei miei: apple, ball, cat. Scriviamo, facciamo lo spelling, ripetiamo. Si fanno a gara per rispondere e venire alla lavagna a scrivere, anche se quando arrivano si bloccano, poi quelli seduti suggeriscano, ma quando tocca a loro anche loro si bloccano. A un certo punto, in fondo dell’aula mi trovo tre clandestini: Theara, Reak Smey e Malay che stamattina non devano andare a scuola e si divertano ed aggregarsi alla mia lezioni.
Il tempo vola e presto ci troviamo in fila per i saluti ed abbracci.

Il break di pranzo è passato più in fretta oggi. Prima stavo cercando di dare nomi alle foto che ho fatto poi i ragazzi sono arrivati molto presto e mi hanno circondato mentre le facevo vedere foto della mia famiglia sul tablet. Hanno subito imparato i nomi ed ad ogni cambio di foto mi dicevano chi c’era nella foto. Poi sono stata incoronata con una corona di fiori. Regina di cosa non lo so.
Prima lezione del pomeriggio con i studenti più grandi. Dopo aver fatto professioni ed il verbo essere ieri ho portato il discorso un po oltre. Avevo portato dei flash cards proprio su le professioni, telepatica. Dopo aver ripassato il verbo ho scritto 14 mestieri su la lavagna (i studenti erano 14) e visto che il mio traduttore era scomparso per fargli capire mimavo i vari mestieri. Dentista, dottore, meccanico, barbiere ridevano come pazzi. Insegnare così è una gioia. Poi ho distribuito le 14 carte ed ogni uno ha dovuto venire a la lavagna e scrivere “I am a doctor” e cosi via. L’intenzione era da passare ai domande e negativi, ma il tempo non ci è bastato. Pazienza andremo avanti domani.

Passiamo alla classe di età mista che stanno ancora imparando a scrivere l’alfabeto. Oggi abbiamo ripassato quelli già fatti da a – i   aggiungendo J,k,l. A questo punto ho deciso di rompere la monotonia, non solo per loro ma anche per me ed ho cominciato con una parola –  A = apple e giù l’acqua, proprio in quel momento  è venuto un tipico diluvio di cinque minuti, ma siccome la nostra lezione e per terra sotto un albero di mango abbiamo dovuto scappare dentro disturbando una lezione di Khmer. Ma si sono messi buoni buoni in fondo alla classe e con un po di aiuto hanno scritto “Apple” con la traduzione in khmer poi l’hanno ripetuto ad infinitum finche c’era spazio su la pagina. Erano talmente fieri di se stessi ed anche io di loro.
Baci ed abbracci anche dai più timidi.
Oops è finita la giornata e non mi è venuta neanche un piccolo colpo di sonno. Ma certo non si potrebbe dormire circondato da questi vulcani. Vederli correre durante la pausa con il caldo che fa
mi lascia sbalordita.
Chi sa se riuscirò a stare sveglia abbastanza per venire a cena.
A domani

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Geared up from yesterday’s experience I leave to wait for my tuk-tuk. No sign of it. I walk down to the bottom of the road, well dust track, here it comes and now I understand why it is late, my young man has been substituted by his “brother” well known from past years, and baptised by me as “Mr look around” which is what he does meaning the means of transport zig-zags along the road. Now I notice the road which has been under construction for the last four years il ALMOST finished. There’s just a bit with old Tarmac down the middle and dust track on both sides. This is a relief, I will eat less dust.

On arrival today nobody comes running to meet me until I get to the play ground. Before I can start some of last years students come and beg me to do English lessons with them, but they have a lesson of Khmer. I’m sorry about it, it seems right to continue my report with them so I agree with Mr To teacher and the person responsible on site, to invert one of their lessons of English which they do at 7a.m, a time which is impossible for me to arrive at the center, with the one of Khmer. But as I don’t want to leave my little students we agree that I will teach the little ones on Monday and Friday and the older ones on the other days. So everybody Is happy.
I take in hand my class of little ones and we start by singing ABC, continuing with the three words we learnt yesterday: airplane, baby, car. I add three new words from the book: dinosaur, elephant, fountain. I’m asking myself where the publishers get such useful words. I add three of my own: Apple, ball, cat. We write, do spelling and repeat it all. 
They fight to answer and come to the board to write, even if once they get there they block, then it’s the others who suggest, but when it’s their turn they freeze as well. At a certain point I realise I have sone clandestine pupils at the back of the class. Three secondary school girls Theara, Reak Smey and Malay, this morning they don’t have to go to school and are enjoying themselves sitting in on my lesson.
Time flies and we soon find ourselves in line for hugs and goodbyes.
Lunch break passes quickly today. First I tried to put names to the photos of the children I had taken in the morning. Then the children started to arrive early and very soon I was surrounded by them as I showed then photos of my family on my tablet. They learnt their names with no difficult answer as I changed each picture they named the people in the photo. I was them crowned with flowers. Queen of what I don’t know. 
First afternoon lesson was with the older students. Having done professions and the verb “to be” yesterday I took the lesson a little bit further. I had brought some “professions” flash cards, must be telepathic. Having gone over the verb “to be” I wrote 14 jobs on the board (I had 14 students) and being as my official translator had disappeared I mimed each job. Dentist, doctor, mechanic, barber, the kids we doubled up laughing. This is fun teaching. I then gave them each a card and they had to come to the board and write ” I am a …..”and so on. My intention was to then pass to questions and negatives, but we ran out of time. Never mind we will carry on tomorrow.
Time to pass over to the mixed class of children who are still learning to write the alphabet. Today we went over those already done from a to I adding j. K, l. At this point I decided to break the monotony, not just for them but for me too and I started by writing a word – A = apple, and down came the rain, a typical five minute deluge, but as lure lesson is done sitting on the ground under a mango tree we had to rich in disturbing a Khmer lesson. But the children went quietly to the back of the class and with a little help wrote “Apple” in English and Khmer then copied it until there was no more room on the page. They were so proud of themselves and me of them.Kisses and hugs even from the most timid ones.
Oops the day has finished and I didn’t even suffer from a closing of eyes. Sure it would be difficult to go to sleep surrounded by these vulcanite children. Seeing them run around during the break with this heat leaves me  without words.
Who knows if I will stay awake long enough to go for dinner.
See you tomorrow.
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