“Cambodia or bust” 3 novembre 2016

Eh si. Adesso che ho preso il ritmo giusto farò di tutto per non perderlo e per non restare indietro con diario. / Oh yes. Now I’m into the right rhythm I’ll do my best not to lose it and to keep my dairy up to date.

Giornata anche oggi intensa. Colazione di corsa, salto sul tuk tuk, e prima delle 9 sono al Centro. Le attività incominciano a prendere una loro precisa fisionomia, dopo la definizione dell’orario della scuola statale. / Another full day. Breakfast on the run, jump (jump?) into my tuk tuk and arrive at the center by 9 a.m. Activities are already underway and after the organization of the state school hours are taking on a specific aspect.

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Oggi siamo di visita famiglie. Ieri una delle nostre ragazze, alla nostra richiesta di indicare che regalo volesse, visto che il suo sostenitore ha messo a disposizione una somma per questa mia missione, ci ha un po’ sorpreso e un po’ sconcertato con la richiesta di una nuova casa, perchè la sua è troppo piccola e poco confortevole per la sua famiglia. Ovviamente le abbiamo dovuto spiegare a malincuore che, purtroppo, non è nelle nostre possibilità poter esaudire desideri di questo tipo (giuro che mentre Mr. To glielo diceva, avevo i brividi che mi correvano lungo la schiena e le gocce di sudore che correvano giù dalle tempie). Allora ho ovviamente chiesto a Sokkea di andare a fare una visita per vedere le condizioni in cui la famiglia vive. E lui ovviamente ha preso la palla al balzo. / Today we are visiting some of the families. Yesterday one of our girls, when we asked what she would like as a present with the money her sponsor had sent specifically for that purpose during my mission, surprised and disconcerted us all by asking for a new house, because hers is too small and uncomfortable for her family. Obviously we had to explain reluctantly that unfortunately the money at our disposal was not enough to grant this type of wish (while Mr To explained this to her I had shivers down my spine and sweat dripped from my forehead). Obviously I had to ask Sokkea to go with me on a visit to see the conditions the family are living in. Just as obviously he jumped at the opportunity.

Siamo partiti (io, Sokkea e Channa, la nostra nuova ed efficiente social worker) di buon passo verso le 10.00. La casa si trova dall’altro lato della collina sulla quale sorge la Pagoda di Phnom Sosea e quindi bisogna spingersi lungo la strada principale del villaggio per un paio di chilometri all’interno dell’area rurale e poi svoltare nelle risaie sulla destra della strada. Lungo il percorso una prima tappa a salutare la famiglia della nostra Sokkha e a fare qualche foto per la sua sostenitrice a distanza in Italia. / Around 10 a.m. we set off at a good pace, Sokkea, myself and Channa our new and efficient social worker. The house is on the opposite side of the hill on which the pagoda Phnom Sosea is set. So you need to go along the main village street for a couple of kilometers passing through the rural area and turn right into the rice fields. Along the way a stop to say hello to the family of our Sokkha and to take some photos for her Italian “godmother”.

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Dopo circa 20-25 minuti di cammino arriviamo alla casa. Già da una prima occhiata all’esterno effettivamente non sembra ben messa. Un unico locale, con tetto il lamiera (vi lascio immaginare cosa sia nella stagione calda) e pareti di legno, fatte di assi sconnesse e tutte rovinate. La mamma ci dice che è la casa lasciatale da sua madre quando si è sposata. All’interno un unico locale con tre panconi in legno sui quali dormono in sette. E’ davvero dura pensare che in quelle condizioni ci si possa vivere in sette. Accanto al corpo principale della casa, la “cucina”, un’area delimitata da poche assi di legno e senza tetto, probabilmente portato via da uno dei potenti temporali della stagione monsonica. E il bagno? chiedo. Non c’è bagno. Ci si arrangia come si può, a volte andando a prendere l’acqua in un vicino stagno e cercando di accumulare acqua piovana quando possibile. Bisogna davvero fare qualcosa. Decidiamo di comprare del materiale per aiutare almeno a rattoppare un po’ la casa. Poi bisogna che anche questa la mettiamo nella lista delle cose da fare. E’ sconcertante, in tutto questo, il fatalismo e la serenità con cui questa brava gente ti racconta le cose, giustamente senza vergognarsene, perchè altri sono quelli che devono vergognarsi se nel 2016 esistono ancora queste situazioni. / After a walk of about 20-25 minutes we arrived at the house. In fact even after a first look at the outside it has the aspect of being a bit shaky. Just one room, a tin roof (I’ll leave you to imagine what it must be like in the hot season), walls of uneven rotting wood planks. The mother tells us that the house was left to her by her mother when she got married. Inside is one single room with three wooden slat beds where seven people sleep. It’s really difficult to imagine the conditions in which seven people can live in such a house. Besides the main part of the house is the “kitchen” an area marked out by wooden planks with no roof, which was probably destroyed by one of the violent thunderstorms during the monsoon season. The bathroom? I ask. There isn’t one. They manage anyway they can, going for water in a nearby pond and trying to keep rain water whenever and however possible. Something really must be done. We decide to buy building material, at least enough to help patch up the house in some way. Then this must be added to the list of things to do. It’s shocking, in all this, the way in which these good people tell you these things with acceptance and serenity, rightly without shame, because it’s others who should be ashamed that these situations still exist in 2016.

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Abbiamo preso con noi una borsata dei vestiti portati dall’Italia per i nostri bambini e prima di andarcene ne distribuiamo alcuni alla famiglia e ai bambini dei vicini. Ce n’è una anche per il nonno della famiglia. “Okun chraan” – grazie mille. “Ria plia” – Ci vediamo.  / We have with us a bag of clothes brought over from Italy for our children and before leaving we hand round some of them to the family and the neighbor’s children. There’s even one for the grandfather . “Okun chraan” – a thousand thanks. “Ria plia” – See you again.

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Come prima cosa decido che l’intera cifra messa a disposizione dallo sponsor, che mi ha affidato il compito di decidere come spenderla, inizialmente destinata in parte ad un aiuto alla ragazza e alla sua famiglia e in parte a organizzare qualche attività per altri bambini senza sponsor, verrà destinata a supportare ciò che è possibile fare in emergenza per questa situazione. Poi vedremo se sarà possibile attivare qualche progetto specifico per questa e altre situazioni similari. / First of all I have decided that the entire sum given by the sponsor, who has entrusted me with the decision of how to spend it, initially destined partly to help the girl and her family and partly to arrange an activity for the other children who still don’t have sponsors, will be used to cover as much of this emergency situation as possible. Then we will have to see if there is a way to start a specific project for this and similar situations.

Proseguiamo il nostro giro per le campagne. Lungo la strada troviamo tre bimbi che giocano e anche per loro la nostra borsona magica dispensa qualche maglietta e qualche pantaloncino. Non si fanno pregare accettano il regalo e ringraziano con un sussurro di voce. Ma quanto sono belli e dolci questi bimbi? / We continue on our trip round the countryside. Along the way we meet three children who are playing and from our magic bag comes out t-shirts and shorts for them. There is no need to pray them to take these gifts and they thank us in a whisper. How beautiful and sweet these children are?

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Approfittiamo per visitare le famiglie di altri nostri bambini. Prima Theara, poi Li, poi ancora Dalin e Chansomaly. Dalin è a scuola e Chansomaly sta mangiando insieme alla nonna. Riso di loro produzione. Ci invitano a mangiare. Un bel piatto di riso bianco (bai soa) con steli di ninfea. Ottimi. Lo scorso anno in uno dei nostri giri per le campagna avevamo visto una famiglia che li raccoglieva in uno stagno. “Okun” – grazie. “Chamsomaly, chuap knia pel ngyech” – Chamsomaly, ci vediamo nel pomeriggio. Sorrisone. Orgogliosa di averci ospitato per pranzo. Qui non hanno niente, ma sono sempre pronti ad ospitarti e a darti un piatto di riso con tutto quello che hanno. Torneremo a prendere del riso da loro da portare in Italia “ma solo se ci permettete di pagarlo”, avverte Sokkea. / We take the opportunity to visit the families of some of our other children. First Theara, then Li, then again Dalin and Chansomaly. Dalin is at school and Chamsomaly is eating with her Grandmother. Home grown rice. They invite us to eat. A big plate of white rice (bai soa) and water lily stalks. Delicious. Last year on one of our walks in the countryside we saw a family collecting the stalks in a pond. “Okun” – thanks. “Chamsomaly, chuap knia pel ngyech” – Chamsomaly, see you this afternoon. Big smile. Proud to have had us as guests for lunch. Here people have next to nothing but they are always ready to invite you in and give you a plate of rice with whatever else they have. We’ll return to get some rice to take back to Italy “but only if they promise to let us pay” Sokkea tells them.

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Ripartiamo. Lungo la strada incontriamo una signora che vive in due piccole capanne, quello che è rimasto della sua casa. All’interno di una delle capanne, quella che fa da camera da letto, un bimbo di pochi mesi e il marito, paralizzato dalla vita in giù, dopo quella che sembra essere stata un’embolia provocata da una immersione a di pesca andata male. Ci dice la moglie che era sceso a 45 metri quando è riemerso si è ritrovato così. Non ci sono parole. Lasciamo qualche capo di abbigliamento, ma ci vorrebbe ben altro. Di fronte a queste situazioni ti senti davvero impotente. / We start off again. Along the road we meet a lady who lives in two little huts, what is left of her house. Inside one of the huts, the one dedicated to being the bedroom, there is a baby of a few months and her husband, paralyzed from the waist down after what appears to be an air embolism caused by an immersion while fishing which ended in tragedy. His wife tells us that he descended to 45 meters and when he remerged he was in this condition. What can we say, there are no words. We leave some clothes with them, but they really need much more. In front of such situations one really feels powerless. 

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Prossima tappa la casa di Dany, dove un pupetto di pochi mesi dorme dondolato nella sua amaca. La mamma ha solo 29 anni e tre figli. Dany di 12 anni, un maschietto e il piccolino. Accanto a lei un’amica, anche lei con un pupetto tra le braccia. Lei ha 20 anni. / Next stop Dany’s house, where a small baby a few months old is asleep swinging in a hammock. The mother is only 29 years old and has three children, Dany who is 12, another boy and the baby. Next to her is a friend, she is cradling a small baby. She’s just 20.

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Altra fermata alla casa di Solida e Solideth. Tutto bene. Una casa tutto sommato bella rispetto alla media di quello che abbiamo potuto vedere. In muratura. Sokkea sgrida la mamma delle bimbe. Solideth zoppica leggermente, ma lo si distingue nettamente che ha un problema alla gambina sinistra. Già più volte le aveva detto di andare a prendere le scarpe correttive consigliate dal medico, che avremmo contribuito noi a coprire le spese, ma lei ancora non è andata. Promette che andrà, ma non a Kep, a Sihanoukville, perchè laggiù ci sono negozi più attrezzati. Ci chiede se può prendere due paia di scarpe ortopediche. Copriremo anche questo. I soldi nel fondo per le emergenze sanitarie ci sono, quindi se non li impieghiamo in questo in cosa li dobbiamo impiegare? Mentre ce ne stiamo andando, con la promessa della mamma di andare a prendere le scarpe, ci rivela il vero motivo per cui non è ancora andata. Lei soffre di mal d’auto e deve quindi aspettare il marito, che però in questa stagione fa il pescatore ed è fuori di casa dalle 3 del mattino alle 5 di sera. Sistemeremo anche questa. La lista delle cose da fare si allunga. / Another stop at the house of Solida and Solideth. All okay. A nice house in respect to the media we have already seen. Made in bricks. Sokkea tells the children’s mother off. Solideth is limping slightly, but it is obvious she has a problem in the left leg. Sokkea has already told her to go and get some corrective shoes on the advice of the doctor and for which we will cover the cost, but she still hasn’t been. She promises to go, but to Sihanoukville rather than Kep, because there the shops have better choice. She asks if she may buy two pairs of orthopaedic shoes. We will cover this cost too. There is money in the medical emergency kitty so if it’s not used for these things what will we use it for? As we are leaving, with the mother’s promise to go and get the shoes, we find out that the real reason she hasn’t been, she suffers from car sickness so has to wait for her husband, who, in this season, works as a fisherman and leaves home at 3 a.m. and gets back at 5 p.m. We will find a solution to this too. The list of things to do is getting longer.

Ormai è mezzogiorno. Abbiamo ancora un paio di tappe prima di rientrare. Casa di Reaksmey. La mamma e la sorella stanno lavorando a fare una rete da pesca. Lei sempre con il suo sorriso splendente ci accoglie e ci fa accomodare a un tavolino simile a quelli che abbiamo al nostro Centro. Compaiono 3 cocchi enormi. Quello che ci voleva. Succo di cocco rinfrescante. In due giorni è già la seconda volta che ci offrono cocco. Sokkea, dopo che ne abbiamo bevuto il succo, ne apre un paio con il macete e ci gustiamo anche la polpa. Che volere di più. / By now it’s midday. We still have a couple of stops to do before returning to the center. Reaksmey’s house. Her mother and sister are working on making a fishing net. With her usual splendid smile she welcomes us and invites us to sit down at a table similar to the ones we have in our center. Three enormous coconuts appear. Just what was needed. Refreshing coconut juice. In two days it’s the second time we have been offered coconuts. After we have drunk the juice, Sokkea, with a machete, opens a couple and we enjoy the pulp as well. What else can you ask for.

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Osserviamo il sistema di recupero dell’acqua piovana che la famiglia ha adottato con 4 enormi cisterne sotto il bordo del tetto a raccogliere tutto quello che il cielo manda giù. Buona idea anche da suggerire ad altre famiglie (ovviamente con il nostro supporto, ma ce la faremo ad arrivare a fare tutto?). / We observe the system for collecting rain water that the family uses. Four enormous cisterns under the roof edge that collect everything the heavens send down. It’s a good idea that we could suggest to other families (obviously with our support, but will we be able to cover everything?)

Ultimo appuntamento a casa di Kemheng. Abbiamo un invito a pranzo per domani. Ci fermiamo a salutare e ci diamo appuntamento per l’indomani. Con Kemheng e la sua famiglia c’è un legame speciale. Chiedono se sono qui con la mia famiglia, vogliono conoscerla. “Chnam Kraui”, l’anno prossimo. / Our last appointment is at Kemheng’s house. We have an invitation to lunch tomorrow. We stop to say hello and arrange to meet the following day. There is a special attachment with Kemheng and her family. They ask if I have my family with me, they want to meet them. “Chnam Kraui”, next year.

Rientriamo al Centro che ci vedo doppio dalla stanchezza, Sokkea e Channa freschi come due rose di campo. I ragazzi dello staff ci hanno aspettato per mangiare. Ieri sera hanno preso dei granchi nella risaia lì accanto e oggi eccoli qui in pentola insieme alle verdure e al riso. Io faccio solo un assaggio. Sokkea si rilancia sul piattone di riso. / We are back at the center and I’m seeing double I’m so tired. Sokkea and Channa seem as fresh as two roses. The staff has waited for us to eat. Last night they caught some crabs in the rice fields next to the center and now here they are in the pan with vegetables and rice. I just have a taste. Sokkea tucks in to a plate of rice.

Nel pomeriggio proseguono le attività dei bambini. Oggi giornata dedicata a un po’ di divertimento con i cartoni animati di Tom & Jerry, alla danza tradizionale khmer (e nel tardo pomeriggio arrivano anche gli studenti della scuola secondaria), alle lezioni di morale ed educazione civica. Approfittiamo per fare la distribuzione di una parte dei vestiti portati dall’Italia. Questi bimbi sono così minuti che è perfino difficile trovare taglie abbastanza piccole da andare perfettamente bene. / In the afternoon the children’s activities continue. Every day is dedicated to a bit of fun with Tom and Jerry cartoons, to traditional Khmer dancing (in the late afternoon the children from the secondary school arrive) lessons on morals and civil education. We take the opportunity to give out a part of the clothes brought over from Italy. These children are so tiny that it’s sometimes difficult to find sizes small enough for them.

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Io intanto lavoro per i miei sostenitori a distanza, collegando visi, nomi e sponsor. Ormai sono le cinque del pomeriggio e il tuk tuk, al quale ho chiesto di venire a prendermi un po’ più tardi, è comunque lì che mi aspetta. Un’altra intensissima giornata volge al termine, ma io non ho nessuna intenzione di andarmene prima di aver ricevuto il mio usuale Goood Byyye Teacheeer! Seeee Youuu Tooomooorrooow e l’altrettanto usuale abbraccio collettivo, che arrivano puntuali appena cantato l’inno nazionale. Lungo la strada, dal tuk tuk saluto quelli che mi precedono sulla via di Kep. Bye Vannak. Bye Teacher! See you tomorrow! / Meanwhile I work for my distant adoption supporters, matching faces, names and sponsors. By now it’s 5 p.m. and my tuk tuk, who I told to come and fetch me later today, is already waiting for me. Another intense day comes to an end, but I have no intention of leaving without receiving my daily dose of : Goood Byyye Teacheeer! Seeee Youuu Tooomooorrooow as well as the collective hug, which arrives punctually as soon as they have finished singing the National Anthem. Along the way, from the tuk tuk I wave to the children who are in front of me on the road to Kep. Bye Vannak. Bye Teacher! See you tomorrow!

 Come sempre Cambodia or bust. / As always Cambodia or bust.

Notte, / Night

Franco

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