Cambodia or bust 2017 – 8 Dicembre/8 December

Stamattina chiudiamo in bellezza la serie delle nostre colazioni cambogiane. Locale tipico, accanto al mercato di Kampot, un posto dove nessuno di noi fino a qualche tempo fa avrebbe mai messo piede, ma che oggi ci consente di gustare del vero caffè khmer style. Good morning Cambodia.

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Prima di avviarci verso Domnak Chamboak un breve stop alla scuola professionale dove manderemo uno dei nostri ragazzi. Sokkea deve presentare alcuni documenti e vedere di combinare i giorni di frequenza. Al momento è prevista nel weekend, perchè le classi sono già sovraffollate durante la settimana, quindi inizialmente Kao frequenterà il Sabato e la Domenica. Per il trasporto da Domnak Chamboak all’andata lo porterà uno dei ragazzi del nostro staff che studia all’università a Kampot. Poi per il ritorno bisogna ancora trovare la soluzione. Vedremo. Intanto è inserito nella scuola. Poi i problemi logistici si risolveranno.

Lungo la strada per Domnak Chamboak troviamo un incidente. Un’auto è finita, non si capisce bene per quale ragione, nel fossato dall’altra parte della strada. Sembra che nessuno si sia fatto troppo male, per fortuna.

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Quando arriviamo al Centro, oltre allo staff e a Channa, troviamo ad aspettarci degli ottimi mango, che ci vengono serviti, come abituale da queste parti, unitamente ad un piccolo piatto in cui sono mischiati zucchero, sale e peperoncino. Non avete idea di quanto sia buono il mango in questo intingolo saporito. Anche io all’inizio ero perplesso del mix di sapori, ma sin dalla prima volta che l’ho assaggiato ho cambiato immediatamente idea. Ovviamente vi deve piacere il piccante!

Una delle prime attività da fare è la distribuzione dei pantaloncini ai piccoli che l’altro giorno, quando abbiamo fatto la distribuzione di quello che ho portato dall’Italia, sono rimasti senza nulla per mancanza di taglie piccole. Sono tutti molto timidi, ma il richiamo dei pantaloncini colorati è irresistibile e un grande stimolo a vincere la paura.

Nel frattempo i lavori per la pavimentazione del retro proseguono a passo spedito.

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A pranzo, come ormai d’abitudine offriamo un pranzo ai bambini, sia quelli della primaria che a tutti quelli della secondaria che vogliono venire a salutarmi. La nonna di uno dei nostri bambini ha preparato Khmer Curry Soup con pollo e noodles. Ovviamente il piccante abbonda. Io dopo un piatto sono ok. Buona parte dei nostri piccoli torna indietro per il secondo piatto e alcuni addirittura si mettono in fila per il terzo! Buona occasione per fare le foto un po’ di tutti.

Theara, capogruppo per natura, scrive sulla lavagna il suo ringraziamento al mio lavoro. Non si lascia abbracciare molto volentieri, di solito, ma oggi un abbraccio e un selfie non glielo leva nessuno. E poi la mia dolce Somphors. Quanto è cambiata dallo scorso anno. Mi abbraccia stretto stretto e quando proprio deve andare le lacrime le scendono dal viso. Si percepisce quanto la scomparsa del papà le pesi.

E poi Chanrady. Le chiediamo di che abiti ha bisogno, cosa preferisce. Dapprima dice nulla. Poi dopo le nostre insistenze ci dice che le piacerebbe avere una tuta sportiva. Vedremo cosa è possibile fare con la sua sponsor e con i nostri mezzi.

E infine ecco SreyNeang. Ha visto la bicicletta piazzata davanti alla porta di ingresso del Centro. Ma non immagina che sia per lei. Quando la mettiamo in sella per fare una foto è praticamente incredula. Forse non ha ancora capito che è per lei. La inviatiamo a provarla a fare un giro per vedere se l’altezza è giusta. E’ ancora un po’ alta. Bisogna abbassare la sella, ma lei va benissimo, nonostante la sua piccola statura. Sorrisone. Un grande abbraccio anche a lei e un grande grazie agli amici che hanno voluto regalarle questo bel sorriso e alla sua fresca sponsor che la vuole sostenere.

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Passano a salutarmi anche il papà di Kemheng e il papà di Mao You. I legami sono sempre più profondi.

I bambini a un certo punto spariscono tutti nell’aula interna e già immagino quello che stanno facendo. Mi stanno preparando il loro saluto con un disegno. Presto iniziano ad arrivare uno a uno porgendo con entrambe le mani il foglio di carta e ripetendo ogni volta un bellissimo e graditissimo “Thank you Francooo”.

Mi capita a tiro Nita e dopo averle dato un bacino sulla guancia, che accetta volentieri, le controllo le gambine. Sono ancora lontane dall’essere completamente a posto, ma sicuramente molto meglio di come erano qualche giorno fa. E ferite aperte ormai ce ne sono veramente pochissime. Una delle raccomandazioni allo staff che faccio nel successivo meeting di chiusura della missione è proprio quella di tenere monitorate situazioni come questa, che se curate adeguatamente e per tempo non costituiscono un problema, ma se trascurate possono portare a bruttissime e pericolosissime infezioni.

Lascio tutta la mia farmacia da viaggio a Sokkea, scrivendo istruzioni sull’esterno della scatola in modo che siano utilizzabili anche per loro che non leggono il bugiardino in italiano.

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Mentre facciamo lo staff meeting per discutere le ultime cose e fare un po’ il punto della missione, i bambini continuano ad arrivare con i loro disegni.

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E’ davvero il tempo delle ultime foto e dei saluti. Vengo via sereno. Sono contento di come è andata questa missione delle tante piccole e grandi messe a punto che abbiamo fatto al progetto e soprattutto dell’attività svolta sul campo con le home visits che, come ho detto a Sokkea e Olivier, sono al tempo stesso la parte più bella ma anche la parte più dura di questa attività. I bambini mi fanno sentire tutto il loro affetto con un abbraccio ancora più stretto del solito. Qualcuno non vuole proprio staccarsi. Qualcuno ha una lacrima che scende, di solito le bambine più piccole.

Anche lo staff non si sottrae all’abbraccio. Kimlaan, la più esuberante, Kemheap, forse la più timida, Pai e Srey Leak, le più “prudenti” e riservate, Mr. Sony e ovviamente anche Mr. To arrivato per l’occasione. Ultima, ma non certo per rapporto o per affetto, la nostra piccola grande Channa, veramente instancabile in tutte le giornate passate qui a lavorare con me.

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Good Bye Francoooo. Chnam kraui ch’uap knia. Ci vediamo l’anno prossimo. Good byeee.

Ancora un paio di home visits prima di poter partire per Phnopm Penh. La prima a casa della piccola Khien Dalin, che sta attendendo il suo nuovo sponsor. Speriamo davvero di poter presto ricevere la risposta che aspettiamo dall’amica che abbiamo interessato per questa situazione. Ancora una volta commentare è difficile e forse più che le parole possono spiegare le immagini. La mamma ha 26 anni. Il papà, al momento via per lavoro, ne ha circa 32. Due fratellini. Dalin e suo fratellino più piccolo. Una casa senza elettricità, che ricavano da una batteria d’auto, e senza acqua che devono andare a procurarsi lontano. Hanno un campo di riso, ma riescono a coprire poco più di metà del fabbisogno annuo di riso. Cosa altro dire. Lasciamo il sacco di riso che doniamo dalle risorse del Centro e del SAD destinate alle emergenze. Toccare con mano queste situazioni ti dà veramente la prospettiva da cui queste persone vedono la vita. Vivono in condizioni per noi davvero impensabili.

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Ultima fermata. A casa di Rattanak. Orfano di entrambi i genitori, vive con i nonni. La nonna fa piccoli dolcetti di riso avvolti in foglia di banano da vendere. E rattanak nel tempo libero spesso scende fino alla spiaggia di Kep per venderli e raccogliere qualche soldo per supportare la famiglia. Lasciamo anche qui un sacco di riso. La casa dall’esterno non sembra male, rispetto ad altre situazioni viste in giro per il villaggio, ma in realtà anche questa casa non è messa benissimo. Il locale al piano terra lo vedete nelle foto, ridotto ai minimi termini. In quello al piano di sopra non ho voluto andare viste le condizioni delle assi della scala e del pavimento.

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E’ ora di incamminarci. Salutiamo la famiglia e tutti i bellissimi bambini che incuriositi dal nostro arrivo sono venuti a vedere (tra cui una piccolina stupenda che però non ne vuole sapere di farsi acchiappare e corre come una saetta non appena mi avvicino per prenderla in braccio).

Ria plia. Arrivederci.

Dopo aver lasciato Channa al Centro, partiamo per Phnom Penh.  Arriveremo ormai verso le 20.30.

Good bye Domnak Chamboak.

Cambodia or bust forever….

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