JH Agent 006 and a half + 31 Gennaio 2019/31 January 2019

Ci sono giorni quando raccontare diventa un ripetere con un cambio di nome dei bambini e ci sono giorni quando succede talmente tanto che ho paura di dimenticare e devo continuamente fare riferimento alle foto. Giovedì era uno di quei giorni. Sono arrivata per trovare ragazzi e ragazze che trasportavano terra da una montagnetta scaricato vicino la strada fino al Centro per fare un pavimentazione di terra battuta nell’aula provvisorio. Ma come mai non erano a scuola? Riunione degli insegnanti! Va bene, devano anche imparare a sfaticare nella vita. La cosa bella e che si divertano, specialmente se ci sono io a scattare foto. Ma non è solo questo, credo che loro ci tengano veramente a questo luogo, per loro e come una seconda casa e sono sempre contenti a dare una mano per migliorarlo. / There are days when writing this diary becomes a repetition with only names changed and others where so much happens I worry I will forget something and have to go back and look at the photos. Thursday was one of those days.i arrived to find secondary school students transporting soil from a small heap dumped at the side of the road to the Center to be trodden down to make a compact earth floor for the temporary school  room. But why weren’t they at school? Teachers meeting! Okay, they have to learn to do the hard work in life. But the nice thing is they enjoy it, particularly if I am around taking photos. But it’s not just that, I believe they really care for this place, for them it is like a second home and they are always happy to lend a hand to improve it.

Con la giornata già scombussolata sarebbe stato inutile cercare di fare concentrare I più piccoli ad una lezione allora è venuto fuori la tv, un regalo di O’drey and Nabil che hanno lavorato con noi tre anni fa, con un contributo in materiale e mano d’opera veramente apprezzato. Non abbiamo un antenna, per fortuna, così guardano solo canzoni per bambini in inglese e cartoons in Khmer con l’utilizzo di una chiavetta usb. Certo la televisione ha un strano effetto su I bambini! / With the day already topsy-turvy it would have been hopeless to try to get the little ones to concentrate on a lesson, so out came the television, a present from O’drey and Nabil when they worked with us three years ago, giving a much appreciated contribution both in material and handy work. We don’t have an aerial, fortunately, so they watch children’s songs in English and Khmer cartoons. But tv really does have a strange effect on children.

Ora di andare a casa. Ma su richiesta di Sokkea alcuni studenti sono rimasti perché aspettava la visita di alcuni amici da Phnom Penh. I ragazzi sono abituati a mangiare poco dopo le undici e mancava poco che hanno iniziato a dire che avevano fame. Channa li ha forniti di noodles Istantanee e entro dieci minuti stavano mangiando, anche io, non sono così male, o forse era la fame.  / Time to go home, but some students stayed behind on Sokkeas’ request because he was expecting some friends from Phnom Penh. The children are used to eating soon after eleven o’clock and it didn’t take long before a cry of “we are hungry “ went up. Channa provided them with Instant-noodles and with-in ten minutes everybody was eating, including me. They’re not too bad, or maybe it was just hunger.

Di li a poco hanno cominciato arrivare I donatori di Phnom Penh con sacchi e pacchi e scatole. I ragazzi, sono corsi a dare una mano. Sokkea spiegava I miglioramenti fatti e pianificati ed io mi sono tenuta in disparte. Ma dopo aver fatto una foto di gruppo Sokkea mi ha presentato ed io ho spiegato come mai ero lì e per conto di A Smile for Cambodia  maggiore sostenitore del Centro Shade for Children e il mio ruolo come insegnante volontario.  Tanti complimenti, ringraziamenti per quello che facciamo per il loro paese. C’era perfino chi voleva essere fotografato Insieme a me. Gusti sono gusti! Ho parlato con un signore che sembrava il capo e mi ha spiegato che lavorano per un azienda farmaceutica in gita per la fine settimana. Hanno portato t-shirts, penne, borracie, vestite di secondo mano e, per la felicità dei bambini, hula-hoops di varie formate e quattro  frisbee.  Dopo reciproche ringraziamenti loro sono partite per il pranzo, I ragazzi hanno trasportato il materiale al centro e Channa e corso a casa a mangiare qualcosa prime delle attività pomeridiane. / Not much later the people with donations from Phnom Penh started to arrive with sacks, packages and boxes. The children,  ran to give a hand. Sokkea explained the improvements made and planned and I stayed out of the way. But after doing a group photo Sokkea presented me and I had to explain why I was there on behalf of A Smile for Cambodia the major financer for Shade for Children and my role as a volunteer teacher. Many compliments and thanks for what we are doing for the children of their country. There were even those who wanted their photos taken with me. Everyone to their own choice,  I talked to a man who seemed to be the organiser and he explained they belonged to a pharmaceutical firm on a week-end outing. They brought t-shirts, pens, water bottles, second-hand clothes and, for the children’s great delight,  hula-hoops of various sizes and 4 frisbees. After reciprocal thanks they left to have lunch, the children took the material into the Center, Channa rushed home to have something to eat before the afternoon activities.

Cos’erano l’attività del  pomeriggio ? Una gita al mare. Prima vengano controllate le presenze, tutti quelli che erano tornati con il foglio di permesso firmato dai genitori, poi sono stati divisi in quattro gruppi e mandate ai loro tuk-tuk lunghi. Io ero nel ultimo e ha perfino dovuto fermarsi a fare benzina. L’arrivo al mare ha scioccato di più I locali che I pochi turisti. Con tanto di raccomandazione di non colpire la gente ho dato via I frisbee per vedere poco dopo che alcuni turisti si erano messo a giocare con I bambini. D’altra parte attirano con la loro felicità. Abbiamo anche preso a nolegio 6 ruote galleggiante per quelli che non sanno nuotare, pochi, o che facevano finita di non saper nuotare. E tutti dentro al mare, che a dire il vero era abbastanza mossa, Infatti il gioco più divertente era saltare le onde. Divertente per loro, ma a furia di tirarmi di qui e di la ho perso l’equilibrio e con le onde a momenti non riuscivo ad alzarmi, per fortuna I bambini mi hanno aiutato. Ma alcuni erano piccoli calamite, non mi mollavano. Per fortuna (ancora) una ha capito e si ricordava dall’anno scorso che non devano tirarmi per il braccio destro dove ho un problema alla spalla e spiegava a tutti di tirare solo il braccio sinistra. Grazie, ma non tirare per niente no! Io senz’altro facevo ridere (infatti tutte le foto sono censurati) con I miei pantaloncini e maglietta A Smile for Cambodia, ma Channa con pantaloni neri e maglietta elegante era davvero un spettacolo. Perché le femmine fanno il bagno vestiti, massimo massimo pantaloncini e maglietta da calcio. Io per non scottarmi loro per pudore. Quando ho chiesto alle insegnante se venivano in bikini ridevano imbarazzati “no teacher, no”. Anzi stanno all’ombra completamente coperte con tanto di capello, calzini e anche guanti perché la pelle scura fa contadino e non è chic. E noi che veniamo in ferie proprio per abbronzarci , loro non ci capiscano. Merenda, un ultimo gioco, foto ricordo e tutti a bordo dei tuk-tuk. Tutti al in fuori di me. Perché io volevo andare con il tuk-tuk fino alla strada del mio albergo poi andare in su a piede, ma Sokkea aveva un altro idea. In sella alla sua moto. Lo fa apposta, lo sa tutta la Cambogia che io ho paura di andare in moto. Perfino la strada pieno di buche in salita mi ha fatto fare con il comando “stai ferma non muoverti” non doveva preoccuparsi, ero pietrificata. Ma ero talmente felice della giornata che anche quello mi ha fatto sentire che ero più coraggiosa di quello che credevo, o forse incosciente, anche senza casco! Incosciente decisamente incosciente. / What were the afternoon activities? A trip to the seaside. For first thing a roll call, all those who had come back with permission to participate signed by their parents, then divided into four groups and sent off to their long tuk-tuks. I was in the last one and it even had to stop to fill up! Our arrival at the beach probably shocked the locals more than the tourists. With many warnings not to hit people I gave out the frisbees only to see a little later that the tourists were joining in and plaging with the kids. It’s a fact that their happiness draws attention. We also hired six big floating tyres for those who can’t swim, not many, or those who pretend they can’t. So everybody into the sea, which to tell the truth was a bit rough, in fact the best fun was jumping the waves. Fun for them, by pulling me this way and that I lost my balance and because of the waves was having trouble getting up again, fortunately the children helped me. But some of them were like little magnets, they never left me. Fortunately (again) one understood and remembered from last year that they mustn’t pull on my right arm as I have a problem with my shoulder and she explained to the others that they must only pull on my left arm. Thanks, not pulling at all no! I must have been laughable (in fact all photos have been censured) with my shorts and A Smile for Cambodia t-shirt, but Channa with her black trousers and elegant top was a real picture. Because the girls go in the water dressed, at the very most football shorts and shirt. Me because I didn’t want to get sun-burn, them for modesty. When I asked the teachers if they were coming in bikinis they laughed in embarrassment “no teacher, no”. In fact they stay in the shade covered from head to foot with hats, socks and even gloves on because to be dark skinned means being a farmer and it’s not chic. And we come on holiday with the intention of getting a tan, they can’t understand us. Break time, a last game, group photo and everybody back into the tuk-tuks. Everybody but me. I had intended going in the tuk-tuk as far as the beginning of the road to my hotel and walking the rest of the way but Sokkea had other ideas, on the back of his motorbike! He does it on purpose, by now all of Cambodia knows I am terrified of riding on motorbikes. He even took me up the hill full of holes to my hotel, with the command “don’t move” there was no need to worry, I was petrified. But I was so happy with the day that it just made me think I was more courageous than I had thought, or maybe just foolhardy, I had no crash helmet either . Foolhardy, decidedly foolhardy.

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