JH Agent 006 and a half 10 febbraio 2017

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L’ultimo giorno di scuola. Quando arrivò trovo alcuni bambini occupati con la maestra di danza. Mi dicono che era arrivata presto e che finirà alle 9,30. Stanno lavorando in fondo alla mia aula esterno, ma al suono della campanella, che è un cerchione di ruota d’auto battuto con un bastone, iniziamo lo stesso la lezione, riprovando con l’orario usando i miei due orologi. Chi sa perché con questi funziona ma se do da fare su la carta solo una era riuscita a completarlo. A grande richiesta passiamo a riconoscerà i flash cards. È un gioco per vedere chi prende di più ma è anche un modo di imparare.
Durante l’intervallo un colloquio per un nuovo insegnante d’inglese, ma mi sa che non va bene e anche Sokkea e d’accordo. Lui è To vanno fuori a mangiare ed io rimango con i miei lavori e pensieri. Ma presto arrivano quattro ragazze della mattina, tutte cambiate in gonna blu e camicia bianca, la divisa per tutte le scolaresche Cambogiane, i maschi pantaloni neri e camicia bianca. Non riesco capire cosa vogliano ma alla fine le do dei fogli strappati dal mio quaderno ed il libro di opposti con le figurini da incollare. Pronti via, una gara per vedere chi stacca ed incolla di più. Poi li portano da me e devo scrivere sotto ogni immagine cosa sono. A questo punto con quattro ragazze addosso sto sudando. Mi sa che oggi l’umidità è alta. Tornano Sokkea e To, le ragazze vanno a scuola ed io e Sokkea a prendere un caffè, accompagnato dal te!
Nel pomeriggio riesco fare una bellissima lezione di opposti e arriva l’intervallo. Poi diventa caos. Preparano i tavoli per la distribuzione del materiale igienico ai bambini del centro, quelli che non hanno un sponsor, sono 50. Mi mettano a distribuire shampoo e dentifricio con spazzolino. Ma c’è anche saponette, shampoo speciale per i pidocchi e liquido per lavare i panni. Non è facile per questi ragazzi ad essere puliti. Non pensate ad un bel bagno, una lavatrice, ma neanche acqua corrente a volontà, e nei maggiore dei casi neanche acqua corrente fredda. Sono pochi che hanno un pozzo come abbiamo noi al centro, loro devono prendere acqua da un pozzo comune, e nella stagione secca magari non c’è, o da un stagno, acqua non proprio pulita.
Torniamo alla distribuzione. Mi siedo dietro il mio banco, ma non è stabile e per l’ilarità di tutti le bottiglie di shampoo, messi così bene da Ms. Channa e le ragazze della scuola secondaria che sono venute ad aiutare cascano tutti, solo su la scrivania per fortuna. Rimetto tutti in piede e si inizia. Ms. Channa chiama i bambini uno per uno e devano firmare un registro che certifica la ricevuta del materiale. Prima di me c’è la “mia” Theara che distribuisce piccoli sacchetti di plastica con un discorso lungo e severo. La chiedo se si sta raccomandando di non buttare in giro i sacchetti di plastica e mi dici di sì, ma poi a breva il discorso a “di grazie a Jane” la guardò e facciamo una risata senza dirci niente. È un comandate nata. Distribuito tutto il materiale si fa gruppo per la foto rituale.
In mezzo a tutto questo è arrivato, con molto difficoltà, visto che al centro si arriva lungo un sentiero in mezzo alle risaie, un piccolo carro con il carico di un grosso copertura di cemento per coprire il pozzo nuovo ed un operaio per collegati i tubi. Avevano dovuto aspettare che si asciugava il terrena dov’è era stato trivellato il pozzo.
Noi andiamo avanti con la distribuzione di magliette ai bambini “non-center”, se vogliamo, i clandestini. Ogni volta che un bambini centro trova un sponsor uno di questi bambini entra e diventare centro. Ufficialmente non dovrebbero frequentare il centro ma le rechieste sono talmente tanti e Sokkea di cuore tenero che ho trovato inseriti 18 bambini! Facce meravigliate per le magliette che sono anche decisamente grandi.
Ormai la terza lezione è saltata, i bambini stanno andando avanti con una lezione di Khmer.
Quando arriva l’ora di congedo consegno tre valigette di tanti penne, pennarelli, cere, riga, chi più ne ha più ne mette che ci erano stati donati da un sponsor di uno dei bambini. Avevo già dato uno al suo bambino e avevo deciso, con il benestare di Sokkea, di premiare i miei studenti più meritevole. Non sapevo se farlo in privato o davanti a tutti ma Sokkea ha optato per la seconda per stimolare gli altri a migliorare. Chiamate i miei tre, non era stato facile a scegliere, applausi foto di rito, Sokkea ha chiamato Vannak, un ragazzino piccolo, chiassosa, pieno di volontà sia nello studio, sia nei lavori intorno al centro che vuole diventare un poliziotto. Ha detto qualcosa ai studenti e questo duro di un ragazzo ha abbassato la testa e strofinavo gli occhi, ho messo un braccio intorno alle spalle e lui si è aggrappato alla mia gamba. Ho guardata Sokkea inorridito “ma cosa hai detto?”  “Solo che era un esempio per tutti” e va a prendere tre quaderni ed una scatola di colori per premiarlo. Adesso può alzare la testa con orgoglio, si era vergognato dei suoi lacrime commosse. Alla sera questo bambino va in fondo al sentiero per controllare che non arrivano macchine, moto e tuk-tuk mentre escano i ragazzi. Poi aspetta me per un ultimo abbraccio. Come si fa non innamorarsi di questi bambini?

Una volta finito le premiazione Sokkea chiede se qualcuno ha qualcosa da dire. C’è un mormorio ed un po di spinte ed arriva la pepina Linda Oh, sì piazza davanti a me e mi dice “ti voglio bene Jane” adesso tocca a me avere acqua negli occhio come dicono qua. Lei è seguita da Kemheng ed un altra ragazza, sempre con lo stesso frase. Non mi rimane che dire “anche io voglio bene a tutti vuoi”.
Che bel modo di finire una giornata!

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bandiera-inglese_pulsanteLast day of school.
When I arrived some of the children were busy with the dance teacher. They tell me she arrived early and will finish at 09.30. They are working at the end of my open air classroomh, but at the ring of the bell, which is an old car wheel beaten with a stick, we start our lesson, trying hours again using my two clock faces. Wonder why they can do it with those but on paper only one of them managed to finish it. At great request we finished with flash cards. It’s a game to see who can collect the most but is also a way of learning.
During the break an interview with a new English teacher But I don’t think he will be any good and Sokkea agrees with me. He and To go out for lunch and I am left with my work and thoughts. But not for long. Very soon four girls from morning class arrive, dressed in their blue skirts and white blouses which are the school uniforms for all Cambodian school girls, for boys its black trousers and white shirts. I can’t understand what they want so in the end I give them some pages taken from my text book and the opposites book with stickers. Off they go, a race to see who can peel off and stick down the most. Then they bring them to me and I have to write the English names of each of the figures. At this point with four girls crowded round me I’m really sweating. Humidity must be high today. Sokkea and To come back, the girls go off to school and Sokkea and I go for a coffee. Accompanied with tea, all for the same price.
In the afternoon I managed to do a great lesson on opposites and then it’s the interval. Then chaos reigns. They prepare the tables for distributing hygiene material to the center children, these are the ones who have no sponsor for the moment and there are 50 of them. I am put on a table giving out shampoo and toothpaste with a toothbrush. But there are also two bars of soap each, a special shampoo for lice and liquid for washing clothes. It’s not easy for these children to keep clean. Don’t think of a nice bathroom, a washing machine, not even running water at command, and in a lot of cases not even cold running water. Very few of them have a well like we do in the center, they have to go to a communal well, that in the dry season often runs dry or its a pond where the water is not exactly clean.
Let’s go back to distributing the material. I sit down at my desk, but unfortunately it is not stable, so to great hilarity, all the bottles of shampoo, arranged so neatly by Ms. Channa and the secondary school girls who had come to help, all fall over, luckily only on the desk. I put everything right and we start . Ms. Channa calls the children one at a time and they have to sign a register to certify they have received the material. Before me is “my” Theara
giving out plastic bags, she holds a long and serious discussion with each of them. I ask her if she is telling them not to throw the plastic bags away and she says “yes”, but before long she has shortened her talk to “say “thank you” to Jane”, I look at her and we laugh without saying anything. She’s a born commander. Given out all the material we gather for the ritual group photo.
While all this is going on a small motorised cart arrives, not without difficulty as it comes down a path in the middle of the rice fields, it is carrying a big concrete cover that goes over the newly dug well and there is also a worker to connect the pipes. They had to wait until the earth around the drilled well had dried before doing this.
We continue giving away t-shirts to “non-center” children, we could call them clandestine . Each time a center child finds a sponsor one of these children enter into the list of center children. Officially they should not frequent the center but as there are so many requests and Sokkea is soft hearted we have found ourselves with 18 of these children in the center. Faces full of wonder as they are given t-shirts that are far to big for them.
By now the third lesson has gone by the board. The children are going ahead with a lesson of Khmer.
When it is time for going home I consign three small cases with coloured pencils, crayons, paints and other drawing material which were donated by an Italian sponsor to one of the children. I had already given one to her little boy and had decided, in agreement with Sokkea, to give the others as a prize to who I considered the best students. I didn’t know wether to do it in private or in front of all the children but Sokkea opted for the second choice as a stimulus for the others to better themselves. I called out my three though it hadn’t been easy to chose, applause, ritual photo, then Sokkea called out Vannak, a small boy, rowdy, always hard working both in his studies and doing jobs around the center, who wants to become a policeman. Sokkea said something to the students and this tough little guy bowed his head and started to rub his eyes. I put my arm round him and he clung on to my leg. I looked at Sokkea horrified”what did you say about him” “only that he is an example for them all” and goes and fetches three note books and a box of colours as a prize. Now he can hold his head high with pride, he was ashamed of his previous tears. In the evening this tough little guy goes to the end of the path and controls that there are no cars, motorbikes or tuk-tuks coming past while the children leave. Then he waits for me for a last hug. Impossible not to fall in love with these children.
When the prize giving is over Sokkea asks if anybody has anything to say. There is a bit of shuffling and push then the ever present Linda Oh comes forward, stands seriously in front of me and says “I love you Jane” Now it’s my turn to have water in my eyes as they say here. She is followed by Kemheng and another girl who all repeat the same thing. Al, I can reply is “I love all of you too”
What better way to end a day.

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