Cambodia or bust 5 December 2018

Arrivati al penultimo giorno al nostro Centro. Giornata impegnativa.

Partita al mattino ancora con il lavoro di sistemazione dei Sostegni a Distanza, per gestire l’uscita di alcuni ragazzi che sono andati via dalla nostra zona o hanno purtroppo dovuto lasciare la scuola per andare a lavorare ed aiutare le famiglie. Essendo che il gruppo più numeroso adesso è nella fase della scuola secondaria e della scuola superiore, il rischio di abbandono scolastico aumenta notevolmente ad ogni inizio di anno scolastico.

Approfittiamo dell’orario di rientro dei ragazzi dalla scuola per fare qualche home visit. Torniamo alla casa di Finin, il piccolo che fu una delle nostre ultime home visits lo scorso anno.

Ci sono lui, la nonna e la sorella maggiore. Ci sono un sacco di cambiamenti rispetto allo scorso anno. La nonna ha concesso l’uso di un appezzamento di terreno che sta tra la casa e la strada ad uno degli insegnanti della scuola primaria, per realizzare una tettoia in metallo su pali di legno, dove un gruppo di bambini trova rifugio per venire ogni giorno a studiare inglese. Mentre siamo lì a chiacchierare con la nonna e a fare qualche foto con Finin, i bambini continuano ad arrivare a frotte. Alla fine ne conto più di 100.

Anche a noi due anni fa fu chiesto di realizzare una “dipendenza” del nostro Centro su questo lato della vallata, ma purtroppo avevamo dovuto declinare l’invito pur a malincuore, visto che ci veniva offerto in uso gratuito un appezzamento di terreno di circa 400 mq.

Ora questo insegnante, che anche l’altro anno aveva portato al nostro centro un gruppo di bambini in particolare difficoltà, ha trovato grazie all’ospitalità della nonna di Finin, lo spazio e il modo per costruire uno spartano ma efficace punto di ritrovo per quei bambini che sono troppo lontani dal nostro Centro per poter venire da noi.

La nonna, che lo scorso anno era disperata perchè non sapeva come fare per procurare da mangiare a Finin e a sua sorella più piccola, adesso ha un piccolo macchinario azionato a mano per preparare una bevanda a base di canna da zucchero, molto comune da queste parti.

C’è anche la sorella maggiore di Finin. Ha rinunciato a proseguire la scuola dopo la classe 10, per poter dare una mano alla nonna e consentire ai fratellini più piccoli di andare loro a scuola. Sokkea appena sa della cosa inizia a parlarle fitto fitto in Khmer. La vuole convincere a tornare a scuola. Una lacrima le scende sulla guancia. Poi le lacrime sono due. Scappa via per non farsi vedere. Spezza il cuore con la sua dolcezza. Sokkea mi dice che le ricorda cosa fece sua sorella per fare studiare lui e si sente che ha un groppo in gola.

Non piango molto facilmente, ma oggi era davvero impossibile. Cercheremo di fare qualcosa per aiutare questa ragazza. Sokkea mi dice che basterebbero 2 usd al giorno per permetterle di tornare a scuola.

Domani dovrebbe andare a parlare con il Direttore della scuola per vedere se, essendo passato poco tempo dall’inizio dell’anno scolastico, la ammette di nuovo.

Anche io sono senza parole. Questa gente che non ha niente, questa nonna che lo scorso anno piangeva disperata di fronte a noi perchè non sapeva dove andare a trovare il cibo per i suoi nipotini, adesso è lì che ha avviato una piccola attività e ha trovato il cuore di dare gratuitamente l’uso della sua terra per permettere ad altri bambini di avere lezioni integrative.

Chiedo a Sokkea di dirle quanto la ammiro e quanto è grande il suo cuore. Questa volta il pianto è per l’emozione.

Questa bella gente non finirà mai di lasciarmi a bocca aperta. Vorrei abbracciarla, ma devo limitarmi a salutarla con le mani giunte. Come faccio spesso anche con i nostri bambini, le prendo le mani giunte tra le mie e la ringrazio per quello che mi sta ancora una volta insegnando. Davvero questa gente non ha niente, ma trova sempre il cuore di donare e donarsi agli altri in difficoltà.

Ora di rientrare. Questo pomeriggio distribuzione materiali a tutti i bambini del SAD e possibilità di incontrare quelli della scuola secondaria e della scuola superiore che non vengono normalmente al Centro, perchè impegnati tutto il giorno a scuola.

Un’altra bella giornata da ricordare.

A sera sia io che Sokkea e i ragazzi dello staff siamo abbastanza sfatti, ma contenti di come è andata la giornata. Quando veniamo via dal Centro sono già le 18.15 ed è buio pesto. Una bella avventura sui 14 km che ci separano da Kampot, in scooter sulla strada senza luci e piena di buchi e di polvere. Un’altra occasione per sentirsi addosso la Cambogia. Dico spesso che la Cambogia la vedi, la senti, la annusi e te la senti addosso sulla pelle, negli occhi sulle papille gustative. Come dice l’amico Silvio è un Paese non a 3 ma a 5 dimensioni.

A domani, con il saluto a tutti i bambini.

Don’t forget. This is Cambodia or bust!

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