Stefania, Giusy e Daniele. Diario 20 Marzo 2017

Dopo tante peripezie finalmente siamo giunti al primo giorno di missione. La sveglia suona presto e alle 8,30 siamo sul tuk tuk di mr Yoon, un simpatico ragazzo cambogiano e preciso negli orari come un orologio svizzero, che con il suo inconfondibile sorriso ci accompagna lungo la nuova strada asfaltata da Kep verso Domnak Chamboak, il villaggio dove ci aspettano i nostri piccoli angeli sorridenti.
Gia’ lungo la strada il nostro pensiero vola a  tutte le meravigliose manine giunte che ci correranno incontro e dalle quali spunteranno i loro cinquanta visini che pronunceranno il tipico saluto khmer: sok sabay?
Dal quel momento un vortice di emozioni ci pervade e Mr Sokkea ci riporta all’ordine coinvolgendoci nell’organizzazione delle attività quotidiane. Ci si divide a seconda dei compiti assegnati:  lezione d’inglese per i più piccoli, riparazione delle altalene e suddivisione dei vestiti e cancelleria che sono stati da voi donati in beneficenza e che abbiamo avuto l’onore di portare a destinazione.
Trascorso il primo turno di permanenza con i bambini al Centro attraversiamo accompagnati da Sokkea  le risaie in secca giungendo ai piedi della montagna sacra sulla cui sommita’ si trova una pagoda di monaci buddhisti, anche questa esperienza suscita in noi commozione specie nel momento di preghiera con incensi e raccolti dinnanzi alla statua di Buddha condiviso con due monache Noon.
Rientrando al Centro ci soffermiamo per una breve visita nella scuola primaria dove alcuni dei bimbi accolti anche dal Centro si recano per metà giornata a seguire le lezioni.
Il pranzo organizzato da Mr Sokkea all’interno del Centro soddisfa i nostri palati, con gustosi piatti tipici Cambogiani tra cui vegetali vari, riso, mango, anatra e l’immancabile salsa di pepe.
Si riaprono le danze  con i bambini del turno pomeridiano, come sempre i bimbi arrivano sorridenti e felici di poter stare al Centro con i propri compagni.
Subito ci accorgiamo di una bimba molto piccola che non distoglie lo sguardo neanche un attimo dal fratellino più grande di lei. La loro dolcezza è struggente e  il loro legame visibile agli occhi di tutti, dopo esserci informati che fratello e sorella non erano ancora parte del programma “sostegno a distanza” la nostra  compagna di  viaggio Josie decide all’istante e tra le lacrime colme di gioia, dovuta alla forte emozione, di supportare entrambe i bambini per il loro percorso scolastico.


La prima giornata volge al termine dopo le lezioni, la merenda e il playtime.
I sorrisi di questi adorabili bambini donano sensazioni profonde e ineguagliabili, abbiamo fatto il pieno d’amore.

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