JH Agent 006 and a half 26 gennaio 2017

bandiera-itaQuando sono arrivata al centro stamattina avevano già iniziato trivellare. È stato smontato una parte del recinto vicino l’ormai “vecchio” pozzo e c’era fango da per tutto, spruzzava in aria, infatti hanno messo un telo di plastica fra il trivella e la zona dell’aula esterno. Poi sorpresa, dietro quel telo c’erano due file di tavoli e tantissimi bambini. Oggi Sokkea ha programmato un brunch di noodle soup per i bambini. Ma non vedevo nessun cuoco. Ho fatto il giro delle due file dei tavoli ricevendo i sempre gradite “good morning Jane, how are you?” e tanti abbracci, ma senza che si spostavano dai loro posti, avevano paura di perderli. Poi arrivano i cuochi. Si accende un fuoco e si mette su il brodo. Nel frattempo confusione perché ai bambini era stato detto di portare scodella e cucchiaio o chopsticks. Alcuni non l’ha fatto o non avevano ricevuto il messaggio, solo il messaggio “si mangia”
In tanto che aspettando guardano i canzoni inglese in cartoni animati, ma se sentivano con il rumore della trivella non lo so.
Prosegue la preparazione della zuppa. Vengano tagliate pezzi di carne irriconoscibile. Arrivano le ragazze della scuola secondaria che faranno da cameriere, prima di mangiare anche loro. Il numero di bambini aumentano. Adesso cominciano a servire. Incredibile da vedere. Verdure compreso germogli di soia, i noodles, direttamente dalla confezione, secchi, vanno messe nelle scodelle, va versato sopra il brodo, poi appoggiano sopra la carne e via in tavola, dove i bambini aggiungano salse piccante e zucchero! Si avete letto bene. All’inizio credevo che fosse sale ed ero inorridita da quanto mettevano ma quasi di più quando ho saputo che era zucchero.
Hanno mangiato di gusto, come se non avessero mangiato da settimane. Quelli senza scodelle con le facce preoccupati perché venivano saltate. Volevo andare al mercato a comperare scodelle, ma no, come qualcuno finiva la scodella veniva lavato e prestata a chi non l’aveva. Ho scoperto l’adorabile Cheatra che avendo mangiato il suo stava imboccando un bambino piccolo usando i bastoncini. Non ho mai saputo da dove arrivavo quel bambino, se era il fratello di qualcuno.
In quattro quattr’otto avevano finito e pulito. Era ora per i grandi da mangiare. Devo dire che io non sono schizzinosa, la prima volta che sono venuta in Cambogia ho mangiato una tarantola fritta, croccante e agro dolce, ma pensavo a come sono stata male sabato e ho detto che era troppo presto, non avevo fame.
Ho fatto in tempo a fermare una delle ragazze in sostegno a distanza per consegnarla un orologio che avevo comperato su richiesta dei suoi sostenitore. Era molto perplessa, cercavo di spiegarla che era un regalo per il suo compleanno ma non mi capiva, ho dovuto chiedere l’aiuto ad uno degli insegnanti. Il regalo era indovinata, non ne aveva uno. Ho ripetuto i nomi dei sostenitori finché improvvisamente ha capito e ha fatto un sorriso bellissimo.
Dopo il consueto consultazione con la social worker su i nomi dei bambini che ho fotografato e stamattina sono tanti mi sono ritirata al bar locale con Sokkea per un caffè, nero caldo per me, con latte e ghiacciato per lui. In alcuni bar italiani danno un bicchiere d’acqua con il caffè, qui ci hanno dato il tè. Paese che vai……
Nel pomeriggio una riunione del personale, anche io. Figuriamoci che in Khmer so dire solo grazie, si è adesso con l’aiuto del Mr Dom tuk-tuk driver, buongiorno. Gentilmente Sokkea mi ha tradotto tutto oltre a chiedere se avevo qualcosa da dire. Si vede che non mi conosce bene! Io ho sempre qualcosa da dire.
Ultime foto al nuovo pozzo, un saluto a Vannak che non va via senza il mio abbraccio, ed anche io torno in albergo.

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bandiera-inglese_pulsanteWhen I arrived at the center this morning they had already started drilling. Part of the fencing near the now “old” well had been taken down and there was mud every where, spraying all over the place, in fact they have put up a plastic curtain between the drilling area and the open air classroom.
Then suprise, behind that curtain where two rows of tables and lots of children. Today Sokkea has programmed a noodle soup brunch for the children. But I could see no cook. I walked down the two two corridors between the tables receiving the always welcome “good morning Jane, how are you?” And lots of hugs, but without them leaving their places, they were afraid they would lose them. Then the cooks arrived. A fire is lit and the broth put on. Meanwhile confusions as the children had been told to bring a bowl. Spoon and chopsticks from home. Some of them had done but a few hadn’t received the message, just “free food”
While they are waiting they watch my English cartoon songs, but wether they could hear with the noise of the drill I don’t know. Preparation of the soup continues. They are slicing pieces of unrecognisable meat. Girls from secondary arrive, they will act as waitresses and eat later. The number of children augments. They start to serve. It’s incredible to watch. First vegetables. Mainly soya sprouts, the noodles directly from the packet, dry are put in the bowls, broth is poured over the top and the meat added to that, then off to the tables where the children pour on spicy sauces and sugar. Yes you read correctly. At first I thought it was salt and was horrified at the quantity, but even more horrified when I found out is was sugar. They start to eat with alacrity, almost as if they haven’t eaten for weeks. Those with no bowls look on worriedly as they are bypassed. I wanted to go to the market to buy more bowls, but no, no need to worry, as one finished the bowl was washed and lent to the ones without.
I discovered adorable Cheatra. Who having eaten his own was feeding a little one using chopsticks. I never did find out where that little one came from, if he was some bodies brother.
In a wink of an eye it was finished and cleaned up. Then it was time for the adults to eat. Now I’m not fussy, the first time I came to Cambodia I ate fried tarantula, crispy and sweet and sour, but thinking of how ill I had been on the Saturday I cried out saying it was too early for me and I wasn’t hungry.
I was just in time to stop one of the SAD girls to give her a watch that I had bought on request of her adopted God-parents. She was very perplexed, I tried to explain it was a birthday present but she didn’t understand me, I had to ask help from one of the teachers. The presents had been well chosen, she didn’t have a watch. I repeated the names of her supportive parents until she suddenly understood and broke into a beautiful smile.
After my daily consultation with the social worker on the names of the children I have taken photos, and this morning there are a lot, I beat a retreat to the local bar with Sokkea for a coffee, hot and black for me, iced and with milk for him. In some bars in Italy they serve you a small glass of water with your coffee, here they gave us tea! Each country has its own habits.
In the afternoon a staff meeting, even for me. My Khmer gets as far as: thank you, yes and now thanks to Mr Dom my tuk-tuk driver good morning. Thoughtfully Sokkea translated everything for me and asked if I had anything to say. Obviously he still doesn’t know me well enough. I always have something to say!
Last photos of the well and a hug for Vannak who won’t go home without his hug from me, and it’s time for me to go back to my hotel and start writing.

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